Nuovo arresto legato a una delle più importanti inchieste antidroga degli ultimi anni in provincia di Bergamo.Nella mattinata di martedì 3 febbraio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo hanno arrestato un cittadino tunisino di 47 anni, condannato in via definitiva a 6 anni e 1 mese di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti.
L’uomo è stato rintracciato nel Varesotto, a Cislago, grazie a un’operazione condotta con il supporto dei militari della locale Stazione dei Carabinieri. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Bergamo, che ha coordinato l’intera attività investigativa.
L’inchiesta “Romano 2017”
La condanna del 47enne si inserisce nel contesto dell’indagine antidroga denominata “Romano 2017”, avviata nel 2017 e culminata nel dicembre 2019 con 15 misure cautelari. L’operazione aveva permesso di smantellare un’organizzazione criminale strutturata, dedita all’importazione e allo spaccio di cocaina su larga scala, con un forte radicamento nella Bassa Bergamasca.
Le investigazioni avevano fatto emergere una rete criminale ramificata, composta in prevalenza da cittadini albanesi e nordafricani, in grado di gestire l’intera filiera dello stupefacente, dall’approvvigionamento alla distribuzione al dettaglio.
Dalla produzione sudamericana allo spaccio locale
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la cocaina proveniva dal Sud America, veniva fatta transitare attraverso diversi snodi logistici europei – in particolare in Olanda – e successivamente introdotta in Italia. Da qui, lo stupefacente veniva smistato verso la Bergamasca, dove l’organizzazione aveva stabilito il proprio centro operativo.
Il momento cruciale dell’operazione risale alle prime ore del 9 dicembre 2019, quando i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo, supportati da altri Comandi provinciali dell’Arma e dalla Polizia criminale albanese, avevano dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 indagati.
Depositi, auto modificate e oltre 100 chili di cocaina
Il gruppo criminale disponeva di numerosi appartamenti utilizzati come basi di stoccaggio, soprattutto tra Bergamo e le zone limitrofe. Da lì, la cocaina veniva ceduta a una rete di spacciatori, in gran parte nordafricani, incaricati della distribuzione al dettaglio sul territorio.
Le indagini avevano inoltre portato alla scoperta di un vasto parco auto utilizzato per le consegne, con veicoli dotati di doppi fondi e sistemi di occultamento particolarmente sofisticati. Il quantitativo complessivo di cocaina movimentato era stato stimato in oltre 100 chilogrammi, confermando la dimensione industriale del traffico.
Il ruolo del 47enne arrestato
Il cittadino tunisino arrestato nei giorni scorsi non era tra i destinatari delle misure cautelari eseguite nel 2019, ma figurava tra gli indagati dello stesso procedimento. In particolare, gli investigatori avevano documentato una consegna di cinque chilogrammi di cocaina a un connazionale, avvenuta nei parcheggi di un centro commerciale.
Al termine del processo, l’uomo è stato riconosciuto colpevole e condannato in via definitiva. Dopo l’arresto, è stato tradotto nella Casa circondariale di Busto Arsizio, dove dovrà scontare l’intera pena.
Un’indagine simbolo della lotta allo spaccio
L’arresto riporta l’attenzione su un’indagine considerata un punto di riferimento nella lotta al narcotraffico in Bergamasca, che ha colpito un’organizzazione capace di rifornire in modo sistematico il territorio. Un’operazione che, a distanza di anni, continua a produrre effetti giudiziari concreti.
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