Un uomo di 35 anni residente a Dalmine è stato posto agli arresti domiciliari in esecuzione di una misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria. Il provvedimento arriva al termine di un’indagine coordinata dalla Procura e condotta dai carabinieri, avviata dopo la denuncia presentata dall’ex compagna nel mese di maggio.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’uomo sarebbe gravemente indiziato di atti persecutori nei confronti della donna, oltre che di furto aggravato, danneggiamento e violenza sessuale.
Le accuse legate all’ex compagna
L’inchiesta ha preso avvio in seguito alla segnalazione della vittima dopo la fine della relazione sentimentale.
Le indagini avrebbero consentito di ricostruire una serie di comportamenti che, secondo l’accusa, avrebbero provocato nella donna una condizione di forte disagio e paura.
Il 35enne avrebbe aggredito fisicamente l’ex compagna e danneggiato ripetutamente la sua automobile, mettendo inoltre in atto atteggiamenti intimidatori rivolti anche ai familiari della donna.
Gli episodi contestati avrebbero generato uno stato di ansia e preoccupazione tale da indurre la vittima a modificare le proprie abitudini quotidiane per timore della propria sicurezza e di quella dei propri cari.
L’episodio contestato sull’autobus
Oltre ai fatti legati all’ex compagna, all’uomo viene contestato anche il reato di violenza sessuale in relazione a un episodio avvenuto il 6 maggio a bordo di un autobus.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, una giovane passeggera estranea alla vicenda avrebbe subito ripetuti contatti fisici indesiderati durante il viaggio.
L’indagato avrebbe simulato di dormire per evitare di attirare l’attenzione delle altre persone presenti sul mezzo.
Una volta scesa dall’autobus, la ragazza avrebbe raccontato l’accaduto all’autista, che ha immediatamente richiesto l’intervento dei carabinieri.
Perquisizione e sequestri
Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare, i militari hanno effettuato una perquisizione personale e domiciliare nei confronti del 35enne.
Durante i controlli sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni oggetti.
I carabinieri hanno trovato una katana lunga circa 84 centimetri e un fucile da caccia ad avancarica a doppia canna, risultato però privo di funzionalità.
Il materiale è stato posto sotto sequestro nell’ambito delle attività investigative.
Indagini coordinate dalla Procura
L’operazione rappresenta l’esito di un’attività investigativa sviluppata a seguito delle denunce e delle testimonianze raccolte dagli inquirenti.
Le accuse formulate nei confronti dell’uomo saranno ora oggetto delle successive valutazioni giudiziarie previste dall’ordinamento.
La misura cautelare è stata adottata sulla base degli elementi raccolti durante le indagini, che hanno portato l’autorità giudiziaria a disporre gli arresti domiciliari.
Come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata soltanto attraverso una sentenza definitiva.
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