Quasi cento Vigili del Fuoco si sono riuniti alla caserma di via Codussi a Bergamo per discutere delle condizioni di lavoro e delle difficoltà che quotidianamente incidono sull’attività di soccorso in provincia. L’incontro, svolto nella mattinata di mercoledì 21 ottobre al di fuori delle iniziative sindacali, ha coinvolto indicativamente il 40% del personale operativo provinciale.
Al centro del confronto è finita anche una recente linea guida emanata dal nuovo comandante, l’ingegner Tripi, da poco alla guida del Comando di Bergamo. Secondo le perplessità espresse dagli operatori, il documento presenterebbe alcuni elementi di ambiguità e non garantirebbe un equilibrio sufficiente tra sicurezza dei soccorritori ed efficacia degli interventi.
Il nodo degli organici
Una delle principali criticità riguarda il numero minimo di operatori necessario per garantire il regolare funzionamento delle squadre di soccorso.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, con gli organici attuali non sarebbe sempre possibile assicurare i contingenti previsti. In alcune circostanze si ricorrerebbe quindi al richiamo in straordinario di personale appartenente ad altri turni, una soluzione che, secondo i lavoratori, rischia di trasformarsi da misura eccezionale a strumento per compensare una carenza di personale ormai strutturale.
Le organizzazioni sindacali FNS CISL, CO.NA.PO., FP-CGIL VVF, UIL-FP VVF e Federdistat-Cisal evidenziano inoltre il rischio che le disposizioni più recenti possano determinare la formazione di equipaggi con numeri inferiori rispetto a quelli previsti dalla normativa.
Una situazione che potrebbe incidere sulla capacità operativa delle squadre e sulla sicurezza degli stessi Vigili del Fuoco impegnati nelle emergenze.
Le criticità nelle aree montane
Il problema degli organici assume un peso particolare nei territori montani, dove le distanze possono aumentare i tempi necessari per raggiungere il luogo di un intervento.
Durante il confronto sono stati citati in particolare i distaccamenti di Clusone e Zogno, per i quali a fine 2026 si prospettano rispettivamente circa 600 e 850 interventi.
Quando le squadre territorialmente competenti sono già impegnate, può rendersi necessario l’invio di altri contingenti. In questi casi, secondo quanto riportato, il tempo medio per raggiungere il luogo dell’emergenza può arrivare a circa 30 minuti.
La provincia di Bergamo, ottava in Italia per numero di abitanti secondo il dato Istat richiamato dalle organizzazioni sindacali, dispone attualmente di cinque distaccamenti permanenti e sei volontari. Questi ultimi, tuttavia, non sempre riuscirebbero a garantire la presenza necessaria.
Mancano anche i capi squadra
Tra le questioni segnalate figura anche la carenza di capi squadra. In alcune circostanze, secondo quanto denunciato, le relative funzioni verrebbero affidate a personale con un inquadramento inferiore.
Una situazione che, secondo le rappresentanze dei lavoratori, aggiunge ulteriori difficoltà alla gestione degli interventi e all’organizzazione quotidiana del servizio.
Anche l’ambito aeroportuale viene indicato tra i settori interessati dalle criticità. Misure presentate come eccezionali sarebbero state utilizzate con una frequenza che, secondo le segnalazioni, le avrebbe trasformate di fatto in una soluzione ricorrente.
Le condizioni della caserma di via Codussi
Alle problematiche relative agli organici si aggiungono quelle legate alla sede centrale di via Codussi.
La caserma presenta, secondo quanto denunciato, situazioni di degrado, criticità strutturali e problemi igienici. La questione è già stata oggetto di una richiesta di attivazione di una commissione ministeriale ispettiva.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata agli spazi riservati al personale femminile. I locali destinati alle lavoratrici, secondo quanto segnalato, non garantirebbero sempre un utilizzo esclusivo e riservato, venendo impiegati anche per altre necessità di servizio.
Per i sindacati si tratta di una situazione che richiede interventi concreti per assicurare riservatezza, dignità e condizioni di lavoro adeguate.
I sindacati: “Risorse e sicurezza”
Le organizzazioni sindacali contestano quella che definiscono un’impostazione “eccessivamente orientata alla gestione delle risorse, a scapito delle esigenze operative e della sicurezza del personale”.
La richiesta non riguarda soltanto l’aumento degli organici, ma anche una programmazione capace di tenere conto delle caratteristiche del territorio bergamasco e delle esigenze dei diversi distaccamenti.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la dirigenza territoriale deve inoltre portare “all’attenzione degli enti locali e dei rappresentanti politici le criticità del Comando, comprese quelle emerse in occasione di recenti emergenze”.
Durante l’incontro è stato affrontato anche il rapporto con il comandante Tripi. La dirigenza territoriale avrebbe già segnalato alla direzione centrale le difficoltà del Comando, ma, secondo quanto riferito dal personale, non sarebbero ancora arrivate risposte capaci di produrre miglioramenti concreti.
L’obiettivo: garantire un soccorso efficace
La richiesta dei Vigili del Fuoco è quindi quella di superare una gestione basata su soluzioni temporanee e organici insufficienti, puntando su personale adeguato, strutture idonee e condizioni di lavoro dignitose.
La questione riguarda direttamente anche la sicurezza dei cittadini. In un territorio esteso e caratterizzato da aree urbane, zone montane e distaccamenti con carichi di lavoro differenti, la disponibilità di squadre adeguatamente dimensionate può risultare determinante per garantire interventi tempestivi.
Nonostante le criticità denunciate, i Vigili del Fuoco ribadiscono la propria disponibilità a intervenire ogni volta che arriva una richiesta di emergenza attraverso il 112.
Proprio la continuità del servizio di soccorso rende, secondo i lavoratori e le organizzazioni sindacali, ancora più urgente affrontare le questioni legate agli organici, all’organizzazione e alle condizioni degli ambienti di lavoro.
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