Treviglio, torna in auge un vecchio soggiorno di S. Francesco

San Francesco soggiornò a Treviglio nel 1215: la notizia, riemersa da un articolo del 1964, trova un’attestazione negli Annales Minorum.

Una presenza rimasta nascosta per secoli torna alla luce e arricchisce la storia di Treviglio e della Bergamasca. Secondo una notizia recuperata da un’indagine storico-archivistica, San Francesco d’Assisi soggiornò a Treviglio nel 1215, fermandosi per circa due mesi in due stanze di una piccola abitazione nei pressi di Porta Filagno, l’area oggi corrispondente a piazza Insurrezione.

La scoperta è particolarmente significativa perché il soggiorno sarebbe avvenuto in un periodo nel quale il Santo si trovava in condizioni di salute non buone. La notizia era comparsa già nel 1964 sul settimanale “Il Popolo Cattolico”, in un articolo firmato con il solo cognome “Santagiuliana”, ma era rimasta sostanzialmente sconosciuta.

A recuperarla è stato il trevigliese Arturo Prandina, impegnato in una serie di ricerche storico-archivistiche.

Il soggiorno a Porta Filagno

Secondo quanto riportato nell’articolo ritrovato, Francesco arrivò a Treviglio durante il viaggio di ritorno da uno dei suoi tentativi di raggiungere il Nord Africa per predicare.

Tra il 1214 e l’inizio del 1215 aveva infatti intrapreso a piedi il suo secondo viaggio verso il Nord Africa, attraversando la Francia e arrivando in Spagna con l’intenzione di imbarcarsi. Una malattia lo costrinse però a interrompere il viaggio e a rientrare in Italia.

Nel corso del ritorno, le tradizioni e le cronache locali ricordano il suo passaggio in diversi centri del Nord Italia, tra cui Cremona e Fidenza. Proprio in questo contesto temporale si inserirebbe il soggiorno a Treviglio.

Santagiuliana raccontava che Francesco si fermò in città “per riposo”, perché “era stanco, un po’ malato”.

Il luogo scelto sarebbe stato un quartiere popolare abitato da artigiani, probabilmente povero. Il Santo avrebbe trovato ospitalità in “due stanze in una casetta di quattro a ridosso delle mura presso la Porta Filagno”.

Da abitazione a luogo di preghiera

La permanenza avrebbe lasciato una traccia anche nella memoria religiosa della città.

Secondo la ricostruzione riportata nell’articolo del 1964, le due stanze nelle quali Francesco aveva soggiornato sarebbero successivamente diventate un “luogo di preghiera”.

Di quelle stanze, con il passare dei secoli, non sarebbe però rimasta traccia. Nella stessa area, due secoli dopo il soggiorno del Santo, sarebbe stata costruita una cappella dedicata alla sua memoria, successivamente distrutta.

La zona di Porta Filagno è oggi profondamente diversa da quella che Francesco avrebbe visto nel Duecento: allora si trovava ai margini dell’abitato, tra il nucleo storico di Treviglio e la campagna.

La conferma dagli Annales Minorum

Un elemento ulteriore è arrivato dalla Biblioteca del Sacro Convento di San Francesco in Assisi.

Il direttore fra Carlo Bottero ha comunicato che il passaggio di San Francesco a Treviglio è attestato dal compilatore del volume XI degli Annales Minorum, opera del 1334 riedita nel 1932.

Fra Bottero precisa che gli Annales rappresentano “un’opera benemerita, ma che ovviamente non sempre segue i medesimi criteri, più stringenti, dell’odierna critica storica”.

La notizia del soggiorno, secondo la Biblioteca del Sacro Convento, sarebbe quindi probabilmente derivata da una tradizione orale, pur risultando attestata nella documentazione dell’epoca secondo i criteri storiografici allora utilizzati.

Un legame che attraversa otto secoli

La scoperta assume un significato particolare anche per la presenza, nel territorio trevigliese, di altri importanti riferimenti alla figura di San Francesco.

Nel quartiere Ovest della città, più di quarant’anni fa è stata costruita una chiesa dedicata proprio al Santo di Assisi, all’interno della quale si trovano un’opera a mosaico di Trento Longaretti e sculture marmoree dell’artista monfortano padre Sandro Leidi.

Il soggiorno di Francesco si inserisce inoltre nella storia religiosa della città insieme alla successiva presenza, nel 1419, di San Bernardino da Siena, arrivato a Treviglio con l’obiettivo di ristabilire la pace tra Treviglio e Caravaggio.

L’orgoglio della città

La notizia è stata accolta con particolare soddisfazione dall’amministrazione comunale.

“La notizia del soggiorno di San Francesco nella nostra città, emersa peraltro in occasione degli ottocento anni dalla sua scomparsa, ci riempie di orgoglio – commenta il sindaco Juri Imeri –: pensare che un Santo come Francesco abbia scelto Treviglio per sostare in un periodo di due mesi, durante un momento della sua vita in cui stava poco bene, è un fatto importante per il passato della città, ieri come oggi crocevia di importanti strade”.

Il recupero dell’articolo del 1964 e la successiva conferma proveniente dalla Biblioteca del Sacro Convento di Assisi restituiscono così alla memoria trevigliese un episodio rimasto per decenni ai margini della conoscenza pubblica: il passaggio e il soggiorno di San Francesco a Treviglio nel 1215.

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