Con l’introduzione del nuovo Contratto di servizio ferroviario regionale tra Trenord e la Regione Lombardia, entrato in vigore all’inizio dell’anno, il sistema di rimborsi per i ritardi dei treni è diventato notevolmente più complesso. Non più bonus automatici basati sull'”indice di affidabilità”, ma rimborsi che richiedono una specifica richiesta e sono limitati ai ritardi superiori a 15 minuti o ai treni cancellati.
Il cambiamento ha generato frustrazione tra i pendolari, soprattutto per le procedure di richiesta ritenute macchinose. Le modalità per ottenere il rimborso sono percepite come eccessivamente complicate, con la necessità di compilare e presentare moduli sia fisicamente alle biglietterie che online, e anche attraverso la posta elettronica, dove i tempi di attesa possono essere estremamente lunghi.
Una delle principali critiche è il ritardo nella pubblicazione degli elenchi di treni con ritardi tollerabili: Trenord rende disponibili queste informazioni solo dopo due mesi dall’effettivo mese di viaggio, rallentando ulteriormente il processo di rimborso. Ad esempio, a inizio maggio, i pendolari possono richiedere rimborsi solo per i viaggi effettuati a gennaio e febbraio, con marzo che richiederà un’ulteriore attesa.
I pendolari esprimono frustrazione e disillusione, poiché le procedure non solo rallentano il processo, ma in alcuni casi lo rendono inaccessibile per errori minimi nella compilazione delle richieste o per l’eccessiva lentezza nelle risposte.