Bergamo celebra i 200 anni dell’indipendenza boliviana: luci, cultura e condivisione

Porta San Giacomo si illumina di verde il 6 agosto, mentre la comunità boliviana si riunisce in centro per una giornata di festa, memoria e orgoglio nazionale.

A Bergamo si accendono i riflettori sulla comunità boliviana, che celebra con grande partecipazione i 200 anni dell’indipendenza nazionale. Un legame storico e culturale che trova nella città lombarda il suo epicentro italiano: la comunità boliviana residente qui è infatti la più numerosa del Paese, perfettamente integrata nel tessuto sociale bergamasco e protagonista di iniziative che promuovono dialogo interculturale e inclusione.

Il cuore delle celebrazioni sarà domenica 3 agosto, quando a partire dalle 17 in Piazza Giacomo Matteotti, si terrà una cerimonia ufficiale tra il Monumento al Partigiano e il Monumento a Vittorio Emanuele II, con la partecipazione di autorità locali, rappresentanti delle istituzioni boliviane e varie associazioni culturali. Sarà un momento di condivisione e riflessione che metterà al centro i valori della libertà, dell’identità e dell’amicizia tra i popoli.

A coronare i festeggiamenti, nella serata di martedì 6 agosto, Porta San Giacomo — uno dei luoghi simbolo di Bergamo — si illuminerà di verde a partire dalle ore 21, in omaggio ai colori e al significato profondo della bandiera boliviana. Il verde, infatti, simboleggia per Bolivia e Italia speranza e natura, accomunando le colline e pianure italiane alla Pachamama, la madre terra venerata nella cultura andina. Un evento simbolico che sarà replicato a Torino, con l’illuminazione della Mole Antonelliana, a testimonianza dell’amicizia longeva tra le due nazioni.

Il 2025 segna un anniversario storico per la Bolivia: due secoli dalla proclamazione di indipendenza, avvenuta il 6 agosto 1825, quando, dopo un lungo conflitto, l’Alto Perù si liberò dal dominio spagnolo e adottò il nome attuale in onore di Simón Bolívar, figura chiave insieme ad Antonio José de Sucre, protagonista della vittoriosa fase finale della guerra. Il neonato Stato affidò proprio a Sucre la presidenza, aprendo un nuovo capitolo di autonomia e autodeterminazione.

Nel corso degli anni, i cittadini boliviani emigrati in Italia e, in particolare, a Bergamo, hanno saputo costruire una rete solida di relazioni, contribuendo attivamente allo sviluppo locale attraverso il lavoro, l’impegno civico e la promozione culturale. La festa per il bicentenario dell’indipendenza diventa così non solo un momento di celebrazione nazionale, ma anche una testimonianza di integrazione riuscita e di reciprocità tra popoli.

Redazione

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4 Commenti
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1 anno fa

Auguri ❤️

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1 anno fa

Vergognoso che espongano le loro bandiere davanti al monumento del partigiano In Bergamo ! amministrazione becera e irrispettosa della storia !

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1 anno fa

Solo extra italiani zero

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1 anno fa

Ringraziamo Bergamo per non aver festeggiato la giornata degli uomini il 2 giugno …

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