Il prodotto interno lordo (PIl) della provincia di Bergamo aumenterà quest’anno dello 0,80%. La stessa crescita, in pratica, che si era registrata lo scorso anno (+0,78%), secondo le previsioni dell’Ufficio studi della Cgia. Rispetto al periodo pre-Covid la variazione nella provincia salentina è stata del +4,81%.
Il dato previsionale di quest’anno pone la provincia di Bergamo nella parte alta della classifica nazionale delle province per incremento del valore aggiunto. Superiore al dato lombardo (+0,73% quest’anno rispetto al +0,56% del 2025), superiori al dato nazionale (+0,66%).
In Italia
Il Pil nazionale in termini nominali è previsto superiore ai 2.300 miliardi di euro, con un incremento di 66 miliardi pari al +2,9% rispetto al dato del 2025. In termini reali, invece, la crescita rispetto all’anno precedente dovrebbe attestarsi allo 0,7%, sostenuta principalmente dalla ripresa dell’export (+1%), dalla stabilità dei consumi delle famiglie (+0,6%) e dei consumi della Pubblica Amministrazione (+0,5%), mentre si registra un rallentamento degli investimenti (+0,7% rispetto al +2,4% dell’anno appena concluso).
Preoccupa però il futuro del Paese: la scadenza per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, prevista per la prossima estate, avrà infatti un impatto rilevante, facendo venire meno una delle leve che hanno consentito un, sia pur lieve, aumento del Pil nazionale.
Se a livello regionale nel 2025 lo sviluppo del nostro Paese è stato trainato principalmente dal Veneto (+0,66% rispetto al 2024), per l’anno in corso si prevede che la locomotiva del Paese sarà l’Emilia Romagna (+0,86% sul 2025). Subito dopo ci sono il Lazio (+0,78%), il Piemonte (+0,74%), il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia (entrambe con +0,73%). In coda alla graduatoria ci sono la Sicilia con il +0,28%, la Basilicata con il +0,25% e, maglia nera nazionale, la Calabria
con il +0,24%.