Previsioni economiche 2025-2026: crescita ridotta e sfide per l’Italia secondo Confindustria

Secondo il Centro Studi Confindustria, la crescita del PIL italiano nel 2025 si attesta al +0,6%, con una previsione di rallentamento dovuto a fattori come il rincaro dell'energia e i dazi internazionali

Oggi stesso, 2 aprile, il Centro Studi di Confindustria ha pubblicato il rapporto di previsione dal titolo “Energia, Green Deal e dazi: gli ostacoli all’economia italiana ed europea”. Per chi lo desidera, on line o in formato pdf, il rapporto è scaricabile cliccando QUI. L’analisi si concentra sulle prospettive economiche per l’Italia e l’Europa nel biennio 2025-2026, esplorando vari aspetti come PIL, occupazione, retribuzioni, prezzi, finanza pubblica e credito. Le previsioni delineano un quadro di crescita ridotto per l’Italia, con fattori che frenano l’espansione economica del Paese.

La crescita del PIL italiano nel 2025: previsioni in calo

Il Centro Studi Confindustria prevede una crescita del PIL italiano nel 2025 pari al +0,6%, inferiore alla previsione precedente di +0,9%. Il rallentamento è imputabile alla debolezza del secondo semestre 2024 e al peggioramento delle condizioni macroeconomiche. Nonostante questo, diversi fattori contribuiranno a sostenere la crescita.

  1. Riduzione dei tassi di interesse da parte della BCE: la politica monetaria dovrebbe arrivare a un livello neutrale entro fine anno, stimolando l’economia.

  2. Aumento dei consumi: grazie alla risalita del reddito disponibile delle famiglie, dovuto sia al miglioramento dell’occupazione che al recupero delle retribuzioni pro-capite, accompagnato dal calo dell’inflazione.

  3. Implementazione del PNRR: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con 130 miliardi di euro destinati a investimenti e riforme nel 2025 e 2026, rappresenta una spinta per la crescita, anche se si ipotizza che solo la metà di queste risorse venga effettivamente utilizzata.

I fattori che frenano la crescita: energia e dazi

Tuttavia, il rapporto evidenzia anche alcuni rischi che potrebbero limitare la crescita economica. I principali fattori di preoccupazione sono due.

  • Il rincaro dell’energia: i continui aumenti dei costi energetici minacciano la competitività delle imprese e riducono il reddito reale delle famiglie, incidendo negativamente sulla spesa.

  • L’ondata di dazi internazionali: le politiche commerciali degli Stati Uniti, in particolare sotto l’amministrazione Trump, potrebbero avere un forte impatto. In uno scenario peggiore, con l’imposizione di dazi del 25% su tutte le importazioni dagli USA e del 60% sulle importazioni dalla Cina, si prevede una contrazione del PIL italiano, con un impatto negativo dello 0,4% nel 2025 e dello 0,6% nel 2026 rispetto allo scenario base.

Approfondimenti sui temi chiave: sostenibilità e competitività

Il rapporto include anche cinque schede di approfondimento che trattano temi cruciali per l’economia europea e italiana:

  1. L’impatto dei dazi USA sul commercio internazionale e sull’economia.

  2. La sostenibilità della manifattura in Italia ed Europa, con particolare attenzione alla capacità di adattamento del settore.

  3. Le differenze settoriali nell’andamento negativo dell’industria italiana, evidenziando le problematiche specifiche di alcuni comparti.

  4. Il divario di competitività tra UE e USA, che continua a crescere in vari settori strategici.

  5. L’evoluzione del mix energetico globale e in Italia, in un contesto di transizione verso il Green Deal.

Conclusioni e prospettive

Il rapporto di previsione di Confindustria presenta uno scenario in cui le sfide globali e i fattori interni, come l’energia e le politiche commerciali internazionali, rischiano di frenare la crescita economica italiana. Tuttavia, il PNRR e l’aumento dei consumi potrebbero sostenere una crescita, seppur moderata, nel biennio 2025-2026.

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