La Lombardia è la seconda regione tra quelle cresciute di più dopo il Covid. Secondo l’elaborazione effettuata dall’Ufficio studi della Cgia, il prodotto interno lordo (Pil) dell’Isola in termini reali è cresciuto del 9 per cento (+0,6 per cento nel corso dell’ultimo anno).
Uno sprint trainato da Milano, che segna un +12,9% che è la terza crescita percentuale tra le province italiane.
La crescita maggiore si è registrata in Sicilia, dove il Pil reale è cresciuto in questi anni del 10,9 per cento). E dopo la Lombardia si colloca la Puglia (+8,9 per cento).
Tra le quattro ripartizioni geografiche presenti in Italia, da evidenziare come il sud sia al primo posto, con una crescita dell’8,1 per cento. Seguono il Nordovest con il +7,2, il Nordest con il +5 e, infine, il Centro con il +3,8. Ad aiutare il Mezzogiorno sicuramente la Zes unica, che rappresenta una spinta agli investimenti. Spinta di cui nel prossimo futuro potranno beneficiare anche le Marche e l’Umbria.
Se si guarda al livello provinciale, a guidare la classifica è Siracusa: tra il 2019 e il 2025 il Pil reale aumenta del 44,7 per cento. Seguono Caltanissetta (+13,5), Milano (+12,9), Taranto (+12,6) e Teramo (+12,1).
Bergamo, particolarmente colpita dal Covid, si colloca a metà classifica, con +4,8 per cento. Ma nell’ultimo anno è tra le province che hanno fatto meglio (+0,8 per cento).
Delle 107 province d’Italia monitorate dalla Cgia, otto non hanno ancora recuperato la caduta provocata dalla pandemia e dagli effetti negativi che essa ha causato. Le situazioni più critiche a Genova (-2,2), Frosinone (-2,6 per cento) e Firenze (-2,9 per cento).
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