È stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio il 59enne residente a Terno d’Isola ritenuto responsabile dell’aggressione avvenuta nel pomeriggio di lunedì 25 maggio nel parcheggio dell’Iperal di Carvico, in provincia di Bergamo. L’uomo avrebbe colpito un sessantenne con il dardo di una fiocina, ferendolo all’addome davanti alla moglie.
Le indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Zogno hanno portato al fermo del sospettato nel giro di poche ore. Decisivo sarebbe stato il riconoscimento effettuato dalla moglie della vittima, che avrebbe identificato il presunto aggressore attraverso alcune fotografie mostrate dagli investigatori. Secondo quanto emerso, i due avrebbero avuto rapporti professionali in passato.
L’episodio si è verificato intorno alle 14 nel parcheggio del centro commerciale. La vittima, un uomo di 60 anni residente a Montevecchia, nel Lecchese, si trovava insieme alla consorte quando sarebbe stata improvvisamente raggiunta dal colpo esploso da un uomo a bordo di una Fiat Punto di colore scuro.
Il dardo della fiocina ha colpito il sessantenne all’addome, provocando il immediato intervento dei soccorsi. Il personale del 118 lo ha trasportato in codice giallo all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni non sarebbero considerate gravi e l’uomo non risulterebbe in pericolo di vita.
Le attività investigative si sono concentrate fin dalle prime ore sull’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona e sulla raccolta delle testimonianze. Gli accertamenti svolti dai carabinieri di Calusco d’Adda hanno consentito di individuare rapidamente il presunto responsabile, rintracciato a Sarnico intorno alle 21.30 della stessa giornata.
Dopo il fermo di polizia giudiziaria, il 59enne è stato condotto nelle camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Zogno e successivamente trasferito in carcere con l’accusa di tentato omicidio.
Durante le perquisizioni eseguite nell’abitazione dell’indagato, i militari hanno sequestrato un vero e proprio arsenale. All’interno della casa sarebbero stati trovati undici coltelli, un machete e un fucile subacqueo ritenuto compatibile con quello utilizzato nell’aggressione. Gli oggetti sono stati acquisiti dagli investigatori e verranno sottoposti ad accertamenti tecnici per verificare eventuali collegamenti diretti con il fatto avvenuto a Carvico.
Gli inquirenti stanno ora cercando di chiarire il movente dell’agguato. L’attenzione degli investigatori si starebbe concentrando soprattutto sui rapporti lavorativi intercorsi in passato tra il presunto aggressore e la moglie della vittima, dirigente in un’importante azienda dell’Isola Bergamasca.
Secondo la ricostruzione finora emersa, l’azione sarebbe stata improvvisa e mirata. Restano però ancora da chiarire le ragioni che avrebbero spinto il 59enne a compiere il gesto e se vi fossero precedenti tensioni o dissapori legati all’ambiente professionale.
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