Trenord, dal 1° settembre aumentano biglietti e abbonamenti: tutte le cifre

Scattano le nuove tariffe ferroviarie in Lombardia: i biglietti singoli aumentano generalmente tra 10 e 50 centesimi, mentre gli abbonamenti mensili costeranno fino a 5 euro in più. Ritoccati anche i prezzi di Io viaggio ovunque in Lombardia.

Trenord

Da martedì 1° settembre viaggiare sui treni Trenord costerà di più. Entrano infatti in vigore le nuove tariffe previste per il 2026, con aumenti che interesseranno biglietti singoli e abbonamenti mensili e annuali utilizzati quotidianamente da pendolari e viaggiatori lombardi.

L’adeguamento medio calcolato per il trasporto ferroviario è pari al 3,889%, anche se l’incremento effettivamente applicato ai singoli titoli di viaggio varia in funzione della distanza, degli arrotondamenti e delle compensazioni derivanti dagli aggiornamenti degli anni precedenti.

Per un biglietto ordinario l’aumento sarà generalmente compreso tra 10 e 50 centesimi, mentre gli abbonamenti mensili subiranno rincari da uno a cinque euro. Più consistente in termini assoluti l’impatto sugli annuali, dove per le percorrenze maggiori l’incremento supererà i 50 euro.

Perché aumentano le tariffe Trenord

L’aggiornamento non deriva da un unico parametro economico.

La normativa prevede infatti un meccanismo che considera l’andamento dell’inflazione rilevato dall’Istat insieme ad alcuni indicatori relativi alla qualità e all’efficienza del servizio ferroviario.

Nel calcolo rientrano parametri come puntualità, frequenza e regolarità delle corse registrati durante l’anno precedente.

Viene inoltre considerata la soddisfazione espressa dai passeggeri attraverso una specifica indagine. Per l’adeguamento 2026, la rilevazione è stata realizzata da una società specializzata tra ottobre e novembre 2025.

L’insieme di questi elementi ha portato la Giunta regionale ad approvare un adeguamento ordinario del 3,889% per il vettore ferroviario.

Questo valore rappresenta però una media. Il prezzo finale di ogni biglietto o abbonamento può infatti aumentare in misura differente.

Abbonamenti mensili, aumenti fino a 5 euro

Per chi utilizza quotidianamente il treno, uno degli aspetti principali riguarda il costo dell’abbonamento mensile.

Gli incrementi effettivi oscillano indicativamente tra il 2,7% e il 4,6%, traducendosi in una maggiore spesa compresa tra uno e cinque euro al mese.

Sulle percorrenze fino a cinque chilometri, per esempio, l’abbonamento passa da 29 a 30 euro. Un euro in più anche nella fascia compresa tra 5 e 10 chilometri, dove il costo sale da 37 a 38 euro.

Per le distanze comprese tra 10 e 25 chilometri l’incremento sarà invece generalmente di 2 euro.

Salendo con la percorrenza aumenterà anche la differenza rispetto alle vecchie tariffe: 3 euro in più tra 25 e 50 chilometri, 4 euro tra 50 e 120 chilometri e 5 euro oltre i 120 chilometri.

Per i pendolari che acquistano dodici abbonamenti nel corso dell’anno, il rincaro può quindi trasformarsi in una spesa aggiuntiva significativa.

Quanto costeranno gli abbonamenti annuali

Gli aumenti percentuali risultano più uniformi per gli annuali, dove generalmente si attestano tra il 3,8% e il 4%.

Nella fascia più breve, fino a cinque chilometri, il prezzo passerà da 276 a 287 euro, con un incremento di 11 euro.

Per una distanza compresa tra 5 e 10 chilometri si passa invece da 353 a 367 euro, quindi 14 euro in più.

La fascia tra 10 e 15 chilometri salirà da 428 a 445 euro, con una differenza di 17 euro.

L’impatto aumenta sensibilmente sulle percorrenze più lunghe. Per distanze comprese tra 40 e 50 chilometri l’annuale passerà da 845 a 877 euro, quindi 32 euro aggiuntivi.

Tra 50 e 60 chilometri il costo salirà invece da 933 a 969 euro, con un rincaro di 36 euro.

Oltre i 160 chilometri l’aumento sarà di almeno 51 euro all’anno.

Biglietti singoli, rincari tra 10 e 50 centesimi

Gli aumenti riguarderanno naturalmente anche chi utilizza il treno occasionalmente.

Per i ticket ordinari, la variazione sarà generalmente compresa tra 10 e 50 centesimi in base alla distanza percorsa.

In termini percentuali, uno degli aumenti più evidenti riguarda la fascia tra 15 e 20 chilometri.

In questo caso il biglietto passerà da 2,70 a 2,90 euro. Venti centesimi che corrispondono a un incremento del 7,4%, quindi sensibilmente superiore alla percentuale media dell’adeguamento.

La differenza deriva proprio dal sistema degli arrotondamenti applicato ai singoli prezzi.

Cambiano anche i prezzi di Io viaggio ovunque in Lombardia

L’aggiornamento tariffario coinvolge anche Ivol, Io viaggio ovunque in Lombardia, la soluzione integrata che permette di utilizzare i diversi servizi di trasporto pubblico regionale.

Il biglietto giornaliero passerà da 17,50 a 18 euro, con un incremento di 50 centesimi, pari a circa il 2,9%.

Più contenuto l’aumento del mensile: da 116 si arriverà a 118 euro, quindi due euro aggiuntivi e una variazione dell’1,7%.

L’abbonamento annuale passerà invece da 1.117 a 1.137 euro, con un rincaro complessivo di 20 euro, pari a circa l’1,8%.

Quando Ivol può diventare più conveniente

Per chi affronta ogni giorno percorrenze particolarmente lunghe, il sistema integrato può rappresentare un’alternativa economicamente interessante rispetto al semplice abbonamento ferroviario.

Indicativamente sopra i 90-100 chilometri, Ivol può risultare più conveniente rispetto alle corrispondenti tariffe ferroviarie.

A questo si aggiunge un ulteriore vantaggio: l’abbonamento non consente soltanto di viaggiare sui treni, ma permette di utilizzare anche gli altri mezzi del trasporto pubblico regionale previsti dalla formula, compresi autobus e metropolitane.

La convenienza deve naturalmente essere valutata in base al percorso e alle esigenze di ciascun passeggero.

Da settembre cambiano anche le tariffe degli autobus

Il nuovo mese porterà ulteriori cambiamenti per chi utilizza il trasporto pubblico lombardo.

Oltre ai rincari ferroviari, settembre coinciderà con l’introduzione dei nuovi listini del trasporto pubblico locale su gomma, già inseriti nelle campagne per gli abbonamenti in vista della ripresa delle scuole.

In questo settore non è però possibile individuare un unico aumento valido per tutti.

Le variazioni dipendono dal tipo di servizio, urbano oppure extraurbano, e dalle singole aziende di trasporto.

Per i pendolari ferroviari, invece, la data da segnare è quella del 1° settembre 2026: da quel giorno entreranno in vigore i nuovi prezzi Trenord, con rincari che interesseranno tanto i viaggiatori occasionali quanto chi utilizza quotidianamente il treno per raggiungere scuola o lavoro.

Redazione

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