La decisione del Comune di Gorle di chiudere l’accesso ai non residenti attraverso via Martinella e via Trento continua a generare dibattito, soprattutto nei comuni confinanti. Ranica e Torre Boldone hanno diffuso un comunicato congiunto nel pomeriggio di martedì 11 marzo, sottolineando gli effetti negativi sulla viabilità locale e annunciando la loro posizione in vista dell’incontro in Prefettura previsto per mercoledì 12 marzo. Le amministrazioni esprimono chiaramente il loro timore: «Ci auguriamo che la sperimentazione di Gorle non diventi una scelta definitiva».
Il traffico si sposta su altre strade
L’amministrazione di Gorle evidenzia una riduzione di 650 veicoli al giorno, ma i comuni vicini fanno notare come il traffico non sia scomparso, bensì dirottato su altre arterie, congestionando ulteriormente la viabilità. Secondo Ranica e Torre Boldone, il problema si è trasferito sulla SP 35, lungo l’asse della vecchia provinciale tra via Marconi, via Palazzolo e via Reich in direzione Bergamo, oltre che sul nodo di via Bugattone, dove si contano 200 veicoli in più. Il comunicato congiunto sottolinea: «Questo traffico, che non poteva scomparire, si è riversato su altre vie secondarie tra Ranica e Torre, aggravandone ulteriormente il congestionamento».
«Decisioni da condividere»
Secondo i due comuni, la chiusura al traffico di Gorle si innesta in un contesto già complesso. «Prima della sperimentazione avviata da Gorle, sulle principali direttrici di traffico in bassa Valle Seriana già si presentavano diverse criticità», si legge nel comunicato. Incidenti, lavori in corso e la chiusura della galleria di Montenegrone rendevano già fragile il sistema viario. «Se tutti i Comuni mettessero in atto limitazioni al traffico, la situazione già critica diventerebbe insostenibile», avvertono le amministrazioni, sottolineando come una misura del genere avrebbe dovuto essere concordata con i territori vicini. Inoltre, il comunicato ricorda che è in fase di realizzazione un intervento già finanziato per migliorare la circolazione all’incrocio tra via Correnti e via Martinella, invitando Gorle ad attendere i risultati di questo progetto prima di adottare decisioni drastiche.
L’assenza di segnaletica e il prossimo incontro in Prefettura
Un altro punto critico sollevato riguarda la mancanza di un’adeguata segnaletica. Secondo Ranica e Torre Boldone, «l’amministrazione di Gorle non si è nemmeno preoccupata di installare o concordare l’installazione di opportune indicazioni sulle chiusure». Questo ha generato ulteriori disagi per gli automobilisti, che si ritrovano senza preavviso a dover cercare percorsi alternativi.
La situazione sarà nuovamente discussa in Prefettura martedì 18 marzo, data del prossimo incontro sull’argomento. I due comuni sperano che sia l’occasione per riconsiderare la misura: «Ci auguriamo che in quella occasione non ci venga comunicato che la sperimentazione di Gorle diventerà una scelta definitiva», concludono.
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