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Il profilo di Giorgio Jannone Cortesi
Giorgio Jannone Cortesi, dottore commercialista, già deputato della Repubblica nelle file di Forza Italia e protagonista della vita politica e imprenditoriale bergamasca, è stato per oltre un decennio amministratore delegato e presidente delle Cartiere Paolo Pigna S.p.A.. Nel percorso societario della storica azienda cartotecnica ha partecipato anche attraverso una quota azionaria personale, prima del successivo ingresso e controllo da parte del Gruppo Buffetti.
La denuncia pubblica sul progetto e-BRT
Nel suo intervento, Giorgio Jannone Cortesi ricostruisce il lavoro svolto insieme ad altri due protagonisti che, secondo quanto dichiarato, avrebbero portato all’attenzione pubblica diversi aspetti legati al progetto EBRT:
“Siamo stati fondamentalmente in tre a rivelare i nomi dei promotori, quanto denaro pubblico sia stato sprecato, quali siano i pochi privilegiati che si sono imbertati milioni di € (tra appalti, premi e parcelle discutibili), quanti sono e saranno i disagi e gli incidenti stradali provocato dal DISASTRO EBRT.”
Tre approcci diversi per raccontare la vicenda
Nel post, l’ex parlamentare evidenzia la differenza di metodo tra i tre autori delle analisi:
“Con stili molto diversi tra noi, con le trovate geniali di Marco Saita, i dettagliati esposti formalizzati alla Procura della Repubblica da Orio Zaffanella e le analisi tecniche e fattuali del sottoscritto, abbiamo creato un vero e proprio canale di informazione, libero ed incondizionabile”.
Jannone aggiunge:
“Tra di noi non ci confrontiamo, talvolta, soprattutto con Orio, litighiamo pesantemente, ma abbiamo un denominatore comune, non scontato: la verità”.
Il seguito sui social network
Nel messaggio viene inoltre sottolineato il ruolo delle piattaforme digitali nella diffusione dei contenuti:
“Il mio network di social conta tra Instagram, Facebook e Linkedin circa 40.000 followers e, ciò che più conta, centinaia di migliaia di lettori, che mi onorano ogni giorno (come attestano gli insight, cioè i dati rilevati in via ufficiale) della loro attenzione”.
L’attacco hacker e la ripartenza online
L’autore del post ricorda poi la perdita di parte del proprio seguito digitale:
“Erano quasi il doppio i miei followers, ma, come è noto, ho subito un imponente attacco hacker e sono stato forzatamente obbligato a ripartire da zero”.
Le denunce alle autorità competenti
Nel testo viene comunicata anche la scelta di procedere per vie legali:
“Ovviamente ho sporto denuncia alla Polizia Postale-Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica e alla Guardia di Finanza e procederemo in ogni sede contro chi (ormai sappiamo tutto) ha tentato di farmi tacere”.
E aggiunge:
“E contro i mandanti”.
Le critiche alla comunicazione pubblica e ai media
Nel suo intervento, Giorgio Jannone Cortesi rivendica anche il ruolo delle pubblicazioni condivise online:
“Con i nostri post abbiamo dato voce senza filtri alla nostra comunità, abbiamo rivelato scomode verità, abbiamo focalizzato l’attenzione di una politica un po’ troppo correa, distratta o blanda”.
Prosegue inoltre:
“Abbiamo obbligato taluni media a non esagerare con le mistificazioni”.
Le nuove rivelazioni annunciate
Nella parte finale del post viene annunciata la volontà di proseguire il lavoro di approfondimento:
“In verità siamo solo all’inizio. C’è ancora molto, molto da rivelare”.
La conclusione è un ringraziamento ai lettori:
“Grazie a tutti voi. Stay tuned”.
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