Il contesto: la chiusura del passaggio a livello
Con la chiusura definitiva del passaggio a livello di via Pizzo Recastello, prevista nei prossimi mesi, il quartiere di Boccaleone rischia di essere diviso in due. Per questo motivo si torna a discutere di un secondo attraversamento ciclopedonale, dopo che Rfi aveva ipotizzato la costruzione di una passerella sopraelevata a fianco dell’incrocio con via Rovelli.
Il ritorno dell’idea del sottopasso
L’ipotesi di un sottopasso era stata accantonata nel 2024, in piena campagna elettorale, a seguito delle pressioni del Comitato di Boccaleone e del centrodestra, con il supporto del ministro Roberto Calderoli e del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi. All’epoca anche la candidata sindaca Elena Carnevali aveva espresso parere favorevole a una seconda passerella, impegnandosi a reperire fondi aggiuntivi se quelli ministeriali non fossero bastati. Ora, però, l’amministrazione riporta sul tavolo l’opzione sotterranea.
Il Comune: “Massima disponibilità a ragionare”
«Abbiamo posto il tema offrendo la massima disponibilità a ragionare con i residenti, dopo aver visto quale impatto potrebbe avere la seconda passerella – spiega a L’Eco di Bergamo l’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini –. Secondo noi non c’è una soluzione perfetta, perché sia il sottopasso che la passerella hanno pro e contro. Metterli insieme potrebbe essere la scelta migliore. L’importante è non partire da una posizione ideologica e pregiudiziale, secondo la quale devono esserci per forza due passerelle».
Le criticità della passerella sopraelevata
La seconda passerella progettata da Rfi raggiungerebbe i 10 metri di altezza, l’equivalente di un palazzo di tre piani, con rampe lunghe e un forte impatto visivo. «L’ingombro visivo della seconda passerella sarebbe molto rilevante e le rampe di accesso per arrivare a quell’altezza molto lunghe. Abbiamo chiesto al Comitato di pensarci bene, perché potendo disporre di un’altra passerella a 250 metri, costruirne una seconda solo per un’invocata necessità di sicurezza, tutta da dimostrare, potrebbe non essere la soluzione migliore», sottolinea l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda.
Il sottopasso: illuminazione e videosorveglianza
Secondo Berlanda, il sottopasso offrirebbe diversi vantaggi: «Sarebbe attrezzato con un’illuminazione a giorno e un collegamento con la videosorveglianza per garantirne la sicurezza. E sarebbe molto più comodo per i ciclisti. Detto questo, anche un passaggio sopraelevato non è totalmente sicuro, perché non ci sono vie di fuga».
L’amministrazione precisa inoltre che le nuove ipotesi progettuali eviteranno i punti critici del disegno originario, che prevedeva curve a gomito e angoli ciechi.
Il Comitato: “Noi restiamo sulla nostra posizione”
Il fronte dei residenti rimane critico verso il sottopasso, anche se al suo interno emergono posizioni meno compatte rispetto al passato. La presidente Danila Maida ribadisce: «Non ha senso che il Comune tiri fuori di nuovo l’idea del sottopasso dopo che con il ministero è stato trovato l’accordo per non farlo. Un’assemblea su questo argomento è già stata fatta, farne un’altra non sarebbe corretto. Noi restiamo sulla nostra posizione: piuttosto che un sottopasso, rinunciamo alla seconda passerella».
Le prossime tappe
Il Comune propone un nuovo incontro pubblico per discutere le alternative, ma il Comitato rifiuta per ora l’invito. Intanto la priorità resta il completamento della linea ferroviaria per Orio, finanziata con fondi Pnrr, la cui chiusura dei cantieri è prevista entro il 2026. Solo dopo sarà possibile valutare concretamente le soluzioni definitive per il quartiere.
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