Fondazione Creberg, restaurato il ritratto equestre di Bartolomeo Colleoni: il capolavoro del Boneri

Il nuovo intervento del progetto “Grandi Restauri” restituisce valore storico e artistico a un raro affresco strappato appartenente al Luogo Pio Colleoni di Bergamo, in occasione delle celebrazioni per il 550° anniversario dalla morte del condottiero

Il progetto “Grandi Restauri” amplia il patrimonio recuperato

Un nuovo importante recupero arricchisce il percorso del progetto “Grandi Restauri” promosso dalla Fondazione Credito Bergamasco. L’ente ha completato il restauro di un raro affresco strappato della metà del Cinquecento, raffigurante “Bartolomeo Colleoni a cavallo”, opera attribuita al pittore Nicola Boneri e appartenente al Luogo Pio Colleoni di Bergamo.

L’intervento si aggiunge ai dieci dipinti restaurati dalla Fondazione Creberg nel corso del 2026, portando nuova attenzione su una testimonianza artistica ancora poco conosciuta ma di grande rilevanza storica.

Per motivi legati alla conservazione, l’opera non sarà esposta nelle sale di Palazzo Creberg insieme agli altri restauri durante la mostra autunnale del progetto “Grandi Restauri”, prevista dal 3 al 23 ottobre 2026.

Il manufatto è infatti conservato presso le sale storiche della sede del Luogo Pio Colleoni in Bergamo Alta, dove l’ente proprietario ha già avviato un programma dedicato alla valorizzazione e alla divulgazione dell’opera.

Un percorso iniziato nel 2007 per salvaguardare il patrimonio artistico

Il progetto pluriennale “Grandi Restauri” nasce nel lontano 2007 e, fin dalle origini, viene realizzato dalla Fondazione Credito Bergamasco in collaborazione con la Diocesi di Bergamo e con importanti Istituzioni del territorio.

Le attività vengono condotte sotto la supervisione dei funzionari competenti delle Soprintendenze preposte e attraverso il lavoro di restauratori qualificati incaricati direttamente dalla Fondazione.

L’obiettivo principale dell’iniziativa è garantire il recupero del maggior numero possibile di opere d’arte bisognose di interventi conservativi, permettendo una nuova e completa leggibilità dei manufatti.

La valorizzazione del patrimonio storico-artistico rappresenta un tema centrale per la Fondazione Creberg, anche attraverso un’attività costante di divulgazione culturale. La conoscenza delle opere viene considerata il primo passo per sviluppare maggiore consapevolezza e sensibilità verso il patrimonio comune.

Il presidente Angelo Piazzoli: “Promuoviamo l’arte dal 1988”

Il presidente della Fondazione Creberg, Angelo Piazzoli, ha ricordato il lungo impegno dell’ente nella tutela culturale e sociale.

«Dal 1988, anno della sua istituzione, la Fondazione Credito Bergamasco è impegnata in molteplici ambiti di attività, che spaziano dalla salvaguardia del patrimonio storico e artistico alla promozione e organizzazione di eventi culturali (mostre d’arte con l’edizione di cataloghi e di pubblicazioni), dalla sussidiarietà e solidarietà sociale al sostegno alla ricerca medica e scientifica. In particolare, ci siamo molto impegnati, nel ripristino di beni culturali. Tra le iniziative di maggior prestigio, spicca il progetto “Grandi Restauri” che ideai tra il 2007 e il 2008 – e, dunque, particolarmente longevo – risultando molto apprezzato considerata la quantità e la qualità degli interventi di restauro operati».

Il presidente ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione con il Luogo Pio Colleoni:

«In quest’occasione – continua – siamo molto lieti di essere nuovamente vicini al Luogo Pio Colleoni restituendo piena leggibilità e dignità a un’opera dalla storia particolarmente travagliata, nell’occasione delle celebrazioni per il 550° anniversario dalla morte del Condottiero».

Una collaborazione destinata a proseguire negli anni

Piazzoli ha evidenziato anche la continuità del rapporto tra le istituzioni coinvolte:

«Questo nuovo intervento – conclude il presidente della Fondazione Creberg – rappresenta per le nostre istituzioni un ulteriore e significativo momento di una felice collaborazione che, avviata nel 2023 con il restauro del grande telero di Giuseppe Maria Crespi per la Cappella Colleoni, proseguirà il prossimo anno con quello dell’importante “Imago Pietatis” appartenente alle collezioni del Luogo Pio e nella quale compare uno dei ritratti più antichi del condottiero».

Al termine della campagna annuale, il numero complessivo dei capolavori restaurati dalla Fondazione Creberg dal 2007 al 2026, nell’ambito del progetto “Grandi Restauri”, raggiungerà quota 142 opere, equivalenti a 181 dipinti se vengono considerati singolarmente gli elementi appartenenti ai polittici.

Il pittore Nicola Boneri nel Cinquecento lombardo

Un artista poco conosciuto ma autorevole

Le informazioni disponibili su Nicola Boneri sono limitate e ancora oggi poco numerose, tuttavia un elemento risulta particolarmente significativo: il pittore è documentato come artista attivo ad Alzano Lombardo nella seconda metà del Cinquecento.

La sua figura emerge soprattutto grazie a una documentazione relativa al polittico di San Bartolomeo a Boario di Gromo, un’opera inizialmente avviata dalla famiglia Marinoni.

Il polittico venne iniziato da Antonio Marinoni e successivamente proseguito dal figlio Ambrogio. Alla morte di quest’ultimo il lavoro risultava ancora incompleto.

Nel 1563, la vedova di Ambrogio Marinoni, Giulia Pedruzzi, richiese una valutazione dell’ancona. Per svolgere questa analisi furono incaricati come periti proprio Nicola Boneri e Giovan Battista Moroni.

Il ruolo di Boneri nella scena artistica bergamasca

Questo documento rappresenta una testimonianza di particolare valore perché dimostra come Nicola Boneri non fosse considerato un artista marginale.

La sua convocazione insieme a Giovan Battista Moroni per esprimere una valutazione professionale su un’importante opera pittorica conferma infatti il riconoscimento della sua competenza nel panorama artistico dell’epoca.

Durante lo svolgimento della procedura, tuttavia, Nicola Boneri morì.

La documentazione storica riferisce infatti che l’incarico affidato insieme a Moroni dovette essere rinnovato il 6 novembre 1563, proprio perché Boneri era nel frattempo deceduto.

Al suo posto subentrò un altro artista, indicato dalle fonti come Giovan Antonio Agnelli, pittore e doratore di Nembro.

L’affresco “Bartolomeo Colleoni a cavallo” tra storia e memoria

L’opera restaurata appartenente al Luogo Pio Colleoni

L’opera oggetto del restauro è:

“Bartolomeo Colleoni a cavallo”, circa 1555

Tecnica: affresco strappato e riportato su tela
Dimensioni: 340 x 270 cm

Il dipinto rappresenta probabilmente la testimonianza pittorica oggi più importante collegata al nome di Nicola Boneri.

Il ritratto equestre costituisce inoltre una delle immagini più conosciute dal punto di vista visivo e iconografico del celebre condottiero bergamasco.

L’affresco proviene infatti dal complesso del Luogo Pio Colleoni, la storica residenza acquistata nel 1443 dal capitano generale della Repubblica di Venezia Bartolomeo Colleoni.

La storia dello strappo e della ricollocazione dell’affresco

L’affresco apparteneva originariamente alla Casa del Luogo Pio Colleoni.

Nel 1882 venne staccato dalla sua collocazione originaria da G. Cavalleri, su incarico del proprietario dell’epoca.

Dopo il recupero della proprietà dell’edificio da parte del Luogo Pio Colleoni, l’opera venne nuovamente collocata all’interno del complesso durante i lavori di ristrutturazione promossi dall’architetto Virginio Muzio, conclusi entro il 1897.

L’intervento permise quindi di reinserire l’affresco nell’ambiente storico legato alla memoria del condottiero.

Il ritratto del condottiero tra modelli monumentali e tradizione artistica

L’affresco restituisce un’immagine dal vero di Bartolomeo Colleoni e richiama liberamente modelli monumentali celebri, come la statua equestre del Gattamelata realizzata da Donatello e il monumento equestre del Verrocchio.

La tradizione attributiva collega l’opera a Nicola Boneri, che avrebbe operato nell’area bergamasca intorno alla metà del Cinquecento.

Le fonti relative al Luogo Pio Colleoni ricordano inoltre che a Nicola Boneri furono attribuite alcune pitture documentate ma oggi perdute appartenenti alla cappella e al complesso Colleoni.

Questo elemento suggerisce che il pittore abbia avuto un ruolo nella decorazione degli ambienti dedicati alla memoria del condottiero.

La documentazione disponibile, tuttavia, non consente allo stato attuale di ricostruire con certezza un catalogo completo delle opere perdute attribuite all’artista.

Il restauro dell’affresco di Nicola Boneri

L’intervento conservativo di Delfina Fagnani e Valerio Garofalo

Il delicato intervento di restauro dell’affresco “Bartolomeo Colleoni a cavallo” è stato realizzato da Delfina Fagnani dello Studio Sesti Restauri insieme a Valerio Garofalo, sotto la direzione di Angelo Loda, funzionario della Soprintendenza di Bergamo e Brescia.

L’operazione rientra nel percorso del progetto “Grandi Restauri” della Fondazione Creberg, iniziativa dedicata al recupero e alla valorizzazione delle opere d’arte del territorio. (Fondazione Credito Bergamasco)

La restauratrice incaricata dalla Fondazione Creberg ha illustrato il significato dell’intervento:

“Percorso di studio e conoscenza, quello di quest’opera, in stretta relazione con quello che seguirà nel prossimo anno sul dipinto su tela “Imago Pietatis”: facenti parte della collezione del Luogo Pio Colleoni, essi hanno in comune l’effige di Bartolomeo Colleoni – nel tempo ripresa anche da grandi artisti come Giovan Battista Moroni – che si mostra quest’anno, nelle celebrazioni del 550° dalla morte, come ritratto simbolo del condottiero”.

Le difficoltà conservative dell’affresco strappato

L’opera, caratterizzata da dimensioni rilevanti, presentava evidenti problematiche dovute al trauma subito durante lo strappo ottocentesco e alle modifiche provocate dagli interventi di restauro successivi.

La restauratrice Fagnani ha spiegato:

“L’opera, di dimensioni rilevanti, denunciava purtroppo i danni del trauma subito durante lo strappo ottocentesco e dalle alterazioni dei restauri successivi”.

Il lavoro ha previsto la rimozione degli strati non pertinenti e il consolidamento dei materiali costitutivi dell’opera, compresi gli elementi collegati alla procedura di distacco originaria dalla parete.

Dopo queste operazioni è stato realizzato un nuovo equilibrio estetico, concordato con il funzionario della Soprintendenza Angelo Loda, con l’obiettivo di restituire maggiore dignità alla rappresentazione del condottiero e del suo cavallo.

Fagnani ha precisato:

“Rimossi gli strati indebiti e garantita la stabilità dei materiali costitutivi, unitamente a quelli propedeutici allo strappo dal muro, è stato approntato un riassetto estetico che, in accordo con il Funzionario della soprintendenza Angelo Loda, potesse riconferire dignità ed equilibrio di lettura alla figura del condottiero e al suo cavallo, immagine quest’ultima che, nell’impianto di questa raffigurazione tende ad imporsi e quasi sovrasta la figura maschile”.

La valorizzazione pubblica dell’opera restaurata

Il pubblico scopre nuovamente il ritratto di Bartolomeo Colleoni

Il risultato del restauro è già stato apprezzato dai visitatori del Luogo Pio Colleoni durante una mostra promossa dall’Associazione NEPIOS Onlus.

L’esposizione è stata inaugurata il 28 agosto e si è svolta per tutto il mese di settembre, con aperture dal martedì alla domenica.

L’iniziativa ha rappresentato una prima occasione per avvicinare il pubblico all’opera restaurata e approfondire il valore storico del dipinto legato alla figura di Bartolomeo Colleoni. (Montagne & Paesi)

Le aperture straordinarie per il 550° anniversario del condottiero

Alla mostra seguiranno ulteriori occasioni di visita attraverso le aperture straordinarie domenicali organizzate dalla Fondazione Luogo Pio Colleoni nell’ambito delle celebrazioni dedicate al 550° anniversario della morte del Condottiero.

Per informazioni sulle iniziative e sulle modalità di visita è disponibile il sito:

www.colleoni550.it (colleoni550.it)

Un nuovo capitolo nella tutela del patrimonio bergamasco

Il recupero dell’affresco “Bartolomeo Colleoni a cavallo” conferma il ruolo del progetto “Grandi Restauri” nella conservazione delle testimonianze artistiche del territorio.

Attraverso interventi mirati, attività di ricerca e iniziative divulgative, la Fondazione Creberg prosegue il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico, favorendo una maggiore conoscenza delle opere restaurate e della loro storia (Fondazione Credito Bergamasco).

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