Nel processo al tribunale di Udine, la famiglia degli allevamenti di Ghisalba e Trescore è stata assolta dalle accuse di traffico di cuccioli, maltrattamento e uccisione di animali, truffa e frode. Le accuse risalivano al 2018, quando i tre imputati, un uomo di 66 anni, la compagna di 61 anni e la figlia di 33 anni, erano stati coinvolti in un caso di presunto traffico di cuccioli.
Traffico di Cuccioli a Ghisalba: la fine della vicenda
L’indagine ebbe inizio oltre cinque anni fa, quando la polizia stradale di Udine sequestrò 65 cuccioli lungo la A23 ad Amaro, trasportati da cittadini stranieri denunciati per maltrattamenti animali. Nel 2018, le misure cautelari coinvolsero sei persone, tra cui i membri della famiglia di Ghisalba. Le accuse includevano associazione a delinquere per il maltrattamento e l’uccisione di animali, traffico internazionale di cuccioli, truffa e frode in commercio.
La sentenza di assoluzione è giunta dopo anni di attesa, durante i quali gli imputati hanno chiuso uno dei due allevamenti (quello di Ghisalba, mentre quello di Trescore è ancora operativo). La corte ha respinto le accuse di maltrattamenti e uccisioni di animali, sostenendo che non vi erano prove sufficienti per giustificarle. Per quanto riguarda il traffico internazionale di cuccioli, è emerso che la famiglia non è mai stata all’estero né ha mai trasportato cuccioli in Italia. La decisione della corte ha sancito l’assoluzione della famiglia, che ha sempre negato il coinvolgimento nelle attività illecite contestate.
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