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Ecco le regioni più “amiche delle mamme”

La Lombardia secondo l’Indice delle madri, calcolato nella 9° edizione del rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia” di Save the Children

mamma

Tiene conto di 7 parametri (Demografia, Lavoro, Rappresentanza, Salute, Servizi, Soddisfazione soggettiva e Violenza, per un totale di 14 indicatori) l’Indice delle madri per regione, contenuto nella 9° edizione del rapporto “Le Equilibriste, la maternità in Italia” di Save the Children.

Anche quest’anno tra le regioni più “amiche delle mamme”, spiccano ai primi posti dell’Indice generale la Provincia Autonoma di Bolzano (115,255), l’Emilia-Romagna (110,530), rispettivamente nella prima e nella seconda posizione dell’elenco. Subito dietro la Toscana, che rispetto alla scorsa edizione guadagna una posizione (109,239) e si attesta al terzo posto. la Lombardia si posiziona al 4° posto (106,775), guadagnando ben quattro posizioni rispetto alla scorsa edizione quando era 8°.
Sebbene rispetto all’anno precedente, la situazione italiana sia migliorata sia da un punto di vista assoluto, che da un punto di vista di gap territoriale, le regioni del Mezzogiorno, continuano a posizionarsi tutte al di sotto del valore di riferimento italiano, con alcune particolarmente lontane dalla quota 100. Calabria (92,671), Puglia (92,085), Sicilia (91,050), Campania (89,474) e Basilicata (87,441), fanalino di coda, occupano gli ultimi posti dell’Indice generale senza quasi stravolgimenti rispetto alla scorsa edizione. Relegate in fondo all’Indice, queste regioni più di altre, scontano i mancati investimenti sul territorio che si traducono in una carenza strutturale di servizi e lavoro.
Tra le Regioni che più sono migliorate rispetto all’anno precedente, il Lazio che passa dal 13° all’8° posto guadagnando 5 posizioni e appunto la Lombardia.

La dimensione della Demografia 
Per quanto riguarda l’area della Demografia, la Lombardia si posiziona all’8° posto (100,857), al pari di Veneto e Friuli-Venezia Giulia. La capofila delle regioni più virtuose è la Provincia Autonoma di Bolzano (130,857), che supera nettamente il valore di riferimento (100) seguita dalle regioni Sicilia (110,286) e Campania (107,714), mentre la Sardegna (75,143) si posiziona come ultima. In questa area specifica, è la regione Marche quella che ha modificato più di altre la sua posizione rispetto all’anno precedente, guadagnando 4 posizioni ed attestandosi al 12° posto, mentre Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta sono le regioni del Nord al di sotto del valore di riferimento.

La dimensione del Lavoro
Benché siano le Marche (102,488), il Piemonte (100,979), l’Abruzzo (100,504) e la Liguria (100,321), ad occupare i primi posti nell’area Lavoro5- regioni dove, per le madri il mondo del lavoro, appunto, è più accessibile e dove il numero di dimissioni o quello delle riduzioni di orario di lavoro non volontarie dopo la nascita di uno o più figli sono più bassi – la Lombardia quest’anno perde tre posizioni (99,144) e occupa il 7° posto. Di contro, la Puglia (84,667), la Provincia Autonoma di Trento (84,356), la Sicilia (81,567) e la Campania (81,535) sono quelle meno virtuose, occupando rispettivamente dalla diciottesima all’ultima posizione. Quest’anno, l’Indice di questa area risulta quello con i cambiamenti più significativi rispetto alla scorsa edizione. A cominciare dall’Emilia-Romagna (97,276) che rispetto all’anno passato perde ben 9 posizioni passando dal 1° al 10° posto, Un calo che sembra essere dovuto prevalentemente all’aumento nella quota di donne impiegate in lavori a termine da almeno 5 anni (aumentata dal 13,7% del 2022 al 18,6% del 2023) e alla crescita nel tasso di dimissioni per le madri con figli nella fascia 0-3 anni (da 3,93 ogni 1.000 donne occupate nel 2021 a 5,86 nel 2022). L’Abruzzo (100,504), invece guadagna undici posizioni, grazie ad una crescita di ben 5 punti percentuali nel tasso di occupazione delle donne con figli minori (dal 55,9% del 2022 al 61% del 2023) e una parallela riduzione nel tasso di part-time involontario (dal 20,1% del 2022 al 18,4% nel 2023) e nella quota di donne occupate in lavori a termine da più di 5 anni (dal 17,2% del 2022 al 13,9% del 2023). Anche il Friuli-Venezia Giulia (91,800) scende di sei posizioni e la Valle d’Aosta (98,441) di cinque, mentre, insieme al Lazio, anche Basilicata (87,351), Marche (102,488) e Molise (97,608) salgono di 4 posti. La Lombardia (99,144) perde tre posizioni, passando dalla quarta alla settima. Si evidenzia che solo questo dominio ha un valore Italia 2023 (96,956) inferiore a quello del 2022 (100,000).

La dimensione della Rappresentanza
Nell’area della Rappresentanza, relativa alla percentuale di donne in organi politici a livello locale per regione, la Lombardia è ottava (110,45), avanzando di 2 posizioni rispetto alla scorsa edizione. Seconda l’Umbria (128,468) che scende di una posizione rispetto all’anno precedente, seguita dal Veneto (123,423) e dalla Toscana (122,883) che dalla scorsa edizione perde una posizione. Fanalino di coda la Basilicata (68,468) con ben oltre 30 punti di differenza dal valore di riferimento.

La dimensione della Salute
Nell’area Salute, la Lombardia si colloca nella parte media dell’indice, al 15° posto, perdendo una posizione rispetto all’anno precedente. Troviamo come più virtuosa una regione del Centro: l’Umbria (118,903), passata dal 16° posto dello scorso anno al 1° grazie a una profonda riduzione nel quoziente di mortalità infantile (da 3,23 nel 2020 a 1,15 nel 2021) e a una crescita delle strutture pubbliche e private accreditata per attività di consultorio (da 4,2 ogni 10.000 abitanti nel 2019 a 5,6 nel 2022).
Nella parte bassa dell’Index nell’area Salute, la Liguria che perde ben 9 posti (dall’8° alla 17° posizione) e la Basilicata, che perde 6 posti (dalla 5° all’11° posizione). In entrambe le regioni si assiste ad un aumento del quoziente di mortalità infantile (da 2,06 al 3,27 in Liguria e dal 2,27 a 3 in Basilicata tra il 2020 e il 2021) e una riduzione delle strutture accreditate per attività di consultorio (da 3,5 ogni 10.000 abitanti a 2,9 in Liguria e da 5,6 a 5,2 in Basilicata).

La dimensione dei Servizi
Il primato è detenuto dalla Provincia Autonome di Trento (131,719) e dalla Valle D’Aosta (125,124), che occupano rispettivamente prima e seconda posizione, seguite da Emilia-Romagna (121,068) e Toscana (120,336). Tra le 13 Regioni e Province autonome del Centro Nord solo Marche (98,513) ed Umbria (97,168) hanno valori al di sotto del valore di riferimento. Nel Mezzogiorno, invece, è la Sardegna l’unica regione ad avere un valore superiore alla media nazionale (103,629), mentre la Sicilia (76,675), come nel 2022, è ultima, preceduta da Campania (79,862), Puglia (82,462), Calabria (82,633) e Molise (85,447), regioni dove l’offerta di servizi è più bassa.
La dimensione della Soddisfazione soggettiva9

Per quanto riguarda l’area della soddisfazione Soggettiva delle mamme
La Lombardia guadagna un posto rispetto all’edizione passata, passando dal 9° all’8°. I livelli più alti del valore di riferimento nazionale (100) si raggiungono nella Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen (129,849), mentre la Sicilia è fanalino di coda (88,832). Liguria (100,144) ed Emilia-Romagna (103,223) sono le uniche regioni del centro nord che in questa dimensione dell’Indice presentano un valore inferiore alla media nazionale (104,804). La Liguria in particolare scende di 6 posizioni. Scendono di diverse posizioni, il Molise (dalla 6° alla 15° posizione), l’Emilia-Romagna (dalla 7° alla 14°) e l’Umbria (dalla 3° alla 10°), mentre guadagnano 6 posizioni in classifica il Friuli-Venezia Giulia (da 12° a 6°), la Toscana (da 11° a 5°).

La Dimensione della Violenza
Nell’area violenza dell’Indice, al primo posto si conferma il Friuli-Venezia Giulia (134,761), con il tasso più alto di Centri antiviolenza e case rifugio per 100.000 donne di 14 anni e più, mentre la Lombardia sale di sei posizioni, passando dall’11° posto al 5°. Umbria e Molise peggiorano, invece, la loro condizione, scendendo rispettivamente, dalla 9° alla 17° posizione e dalla 3° alla 7°.

Così la Lombardia
Ricapitolando il ranking della Lombardia (tra parentesi la posizione dell’anno precedente):

Demografia 8 (9)
Lavoro 7 (4)
Rappresentanza 8 (10)
Salute 15 (14)
Servii 8 (7)
Soddisfazione soggettiva 9 (8)
Violenza 5 (11).

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