I prezzi degli immobili continuano a salire in città e provincia, mentre la crisi del commercio e il fenomeno degli affitti brevi penalizzano il mercato delle locazioni.
Le compravendite trainano il mercato
A Bergamo, il mercato delle compravendite si mantiene vivace, come evidenziato dall’analisi di Confcommercio presentata il 2 dicembre durante la trentesima edizione del Listino dei prezzi degli immobili della Provincia di Bergamo. La tipologia più richiesta resta il trilocale, che rappresenta il 40 per cento delle vendite, con una crescita del 6% rispetto al 2022. La metratura più apprezzata va dai 70 ai 100 metri quadrati, preferibilmente con giardino al piano terra o terrazzi ampi ai piani alti. I quadrilocali, invece, registrano un calo del 7%, pur rimanendo la scelta del 32% degli acquirenti.
Prezzi in ascesa nelle aree più ambite
Le quotazioni degli immobili a Bergamo città si mantengono elevate. Ecco quali sono le zone più apprezzate.
- Città Alta, con valori fino a 6.500 euro/mq.
- Colli di Bergamo, a 5.500 euro/mq.
- Viale Vittorio Emanuele, dove si toccano i 5.200 euro/mq.
- Zona Piscine e via Statuto, a 4.500 euro/mq.
- Quartieri Finardi e Accademia Carrara, con prezzi di 3.800 euro/mq.
In provincia, si segnalano quotazioni di pregio in alcune località turistiche e urbane.
- Sarnico, fino a 4.500 euro/mq.
- Lovere, a 3.600 euro/mq.
- Treviglio, con valori medi di 3.000 euro/mq.
- San Pellegrino Terme, a 2.500 euro/mq.
- Castione e Bratto, sui 2.400 euro/mq per immobili in montagna.
Affitti turistici e difficoltà per le famiglie
La pressione degli affitti brevi turistici continua a ridurre l’offerta di case per la locazione abitativa, penalizzando le fasce più deboli. In città, i canoni per mono e bilocali raggiungono i mille euro al mese in aree centrali come Città Alta, mentre nelle zone residenziali i prezzi scendono a 550-750 euro mensili. In provincia, i costi si allineano, con una media tra 550 e 700 euro al mese nei principali centri urbani.
Le locazioni di qualità, soprattutto in case energeticamente efficienti, sostengono il mercato degli affitti con prezzi in crescita. Al contrario, le seconde case in aree meno turistiche faticano a trovare domanda. Questo scenario induce i proprietari a selezionare in modo rigoroso gli inquilini, preferendo conduttori affidabili e solvibili.
Negozi e commercio in crisi
Il commercio soffre una fase di forte contrazione, riflessa anche sul mercato immobiliare. In città e provincia, le vendite e gli affitti dei negozi continuano a calare, con numerose saracinesche abbassate. La crisi dei consumi e il cambiamento delle abitudini di spesa influiscono negativamente sulla redditività degli esercizi tradizionali, portando a un aumento delle chiusure anche nel settore alimentare.
Solo le attività situate in vie centrali e di grande passaggio riescono a mantenere valore, ma non compensano la generalizzata debolezza del commercio al dettaglio. Gli investimenti nel settore rimangono limitati, con una forte selezione di immobili: solo quelli di qualità e in posizioni strategiche trovano domanda. Al contrario, le superfici marginali e non più adeguate alle esigenze di mercato vedono un ulteriore deprezzamento.
Prospettive e sfide
Il mercato immobiliare bergamasco si trova di fronte a una situazione contrastante. Se da un lato la compravendita di case mostra segnali di dinamismo, grazie all’interesse per trilocali di qualità, dall’altro gli affitti e il commercio soffrono. La pressione degli affitti brevi, la crisi del commercio al dettaglio e la riduzione del credito creano un contesto difficile per le fasce più deboli e per gli investimenti nel settore immobiliare.
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