Sanità in Lombardia: nasce il modello degli ospedali in rete

La Regione Lombardia avvia un nuovo modello organizzativo per migliorare le cure, ottimizzare le risorse e affrontare la carenza di personale sanitario

Ospedale PG23 Bergamo

La sanità lombarda si rinnova con l’introduzione degli ospedali in rete, un nuovo sistema che mette al centro un ospedale principale, o hub, collegato a strutture più piccole. Questo approccio mira a sperimentare modelli clinici innovativi, migliorare l’accesso alle cure specialistiche e incrementare le assunzioni di personale qualificato.

Il modello a rete: organizzazione e obiettivi

La giunta regionale, attraverso le «regole di sistema» 2025, ha individuato sette hub in Lombardia, tra cui il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Sette Laghi di Varese, Niguarda e Policlinico di Milano, i Civili di Brescia, il San Matteo di Pavia e il San Gerardo di Monza. Questi centri saranno il punto di riferimento per le Asst circostanti, come Bergamo Est e Bergamo Ovest nel caso del Papa Giovanni.

L’obiettivo principale del modello è garantire:

  • Equità nell’accesso ai servizi diagnostici avanzati;
  • Miglioramento della qualità delle cure attraverso la condivisione di risorse e competenze;
  • Integrazione dei professionisti sanitari, promuovendo una presa in carico più completa e coordinata del paziente.

Le reti clinico-organizzative e il ruolo delle specializzazioni

Il nuovo sistema non si limita all’organizzazione del personale, ma prevede la creazione di reti clinico-organizzative specialistiche. Tra queste figurano:

  • Trauma center;
  • Reti per ictus (Stroke) e infarto (Stemi);
  • Terapie intensive pediatriche e assistenza materno-neonatale;
  • Trapianti e malattie rare;
  • Medicina di laboratorio e diagnostica avanzata.

La collaborazione tra strutture più grandi e quelle minori permetterà di mettere in comune strumenti avanzati come piattaforme robotiche e diagnostiche di nuova generazione.

Strategie per le assunzioni e il superamento delle difficoltà di personale

Un aspetto cruciale del progetto riguarda il potenziamento delle assunzioni, sfruttando l’attrattività degli ospedali principali per coinvolgere professionisti nelle strutture periferiche. Già in passato, modelli simili sono stati applicati per superare la necessità dei gettonisti, consentendo agli ospedali maggiori di supportare quelli minori con il proprio personale. Il nuovo modello punta a rendere queste pratiche più strutturate ed efficaci.

Il Cup unico: verso una sanità più efficiente

Un’altra importante innovazione riguarda l’introduzione del Cup unico regionale per le prenotazioni di visite e prestazioni specialistiche. Avviato in via sperimentale presso l’Asst Franciacorta, il sistema sarà progressivamente esteso a tutte le strutture sanitarie pubbliche e private entro il 2025. Questo strumento mira a facilitare l’accesso ai servizi sanitari, offrendo una gestione condivisa delle agende e riducendo i tempi di attesa.

Redazione

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