Un festival diffuso ai piedi della Presolana
Il Festival della Montagna 2025 prende il via mercoledì 9 luglio tra Colere e Clusone, nel cuore delle Orobie bergamasche, con un calendario che unisce cultura, ambiente, tradizioni e protagonisti della montagna. Organizzato da Archimede Eventi Spettacoli e dalla Sezione CAI “Rino Olmo” di Clusone, con la direzione artistica dell’associazione Montagna da vivere, l’evento gode del patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comunità montane della Valle Seriana e Valle di Scalve, e di numerosi enti locali e culturali.
Come spiega l’organizzatrice Simona Visinoni, anche questa quarta edizione sarà “ricchissima di proposte, coordinate e presentate dal giornalista Paolo Confalonieri”. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito e aggiornati sul sito ufficiale: www.montagnadavivere.eu.
Inaugurazione con musica, libri e leggende alpine
Mercoledì 9 luglio, alle 21.00, al Cesulì di Colere (o nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo in caso di pioggia), si apre ufficialmente il Festival. La serata inaugura con la presentazione del libro “Lo scrigno delle Alpi Orobie” degli alpinisti Maurizio Agazzi e Yuri Parimbelli (Edizioni Oros), una guida con 84 itinerari nati da un sogno condiviso.
Partecipa anche il Coro Idica, recentemente insignito del premio Rosa Camuna 2025 da Regione Lombardia, insieme a Mario Poletti, celebrato per il 20° anniversario del record sul Sentiero delle Orobie. Interverrà anche la Sottosezione Cai Valle di Scalve, che illustrerà le sue attività e il trekking della Via Decia.
Cinema e danza per raccontare la montagna
Giovedì 10 luglio il Festival si sposta a Clusone, con sede principale nella corte di Sant’Anna (in caso di maltempo all’auditorium di via Roma). Alle 21.00, il regista Stefano Faifer presenta il docufilm “Guerra d’aquile”, ambientato tra i ghiacciai dell’Ortles Cevedale durante la Prima guerra mondiale, alla presenza di alcune guide alpine.
Il giorno successivo, venerdì 11 luglio, sempre alle 21.00, lo spettacolo “Sul sentiero”, una performance di Sara Bonfanti prodotta da ErsiliaDanza e ispirata al suo lungo cammino sul Sentiero Italia CAI, che attraversa tutte le catene montuose italiane, isole comprese. Durante la serata tornano anche Agazzi e Parimbelli per raccontare la loro guida, introdotti da Emanuele Falchetti, direttore della rivista Orobie. L’intervento conclusivo è affidato a Rossana Capelli, esperta di stile e buone maniere, con un focus sul “Galateo in montagna”.
Tradizioni, inclusione e sapori locali
Sabato 12 luglio, dalle 10:30 del mattino, si terrà una visita guidata in via Carpinoni tra le “Finestre della tradizione”, allestimenti tematici nei negozi sfitti sul tema “Il cibo”. La visita sarà condotta da Paolo Confalonieri e includerà anche laboratori dal vivo del pastificio solidale AutLab di Parre, dove i ragazzi dell’associazione Idem Odv producono scarpinocc, ravioli con paruch e formaggi di monte.
La mattinata ospita anche la presentazione del libro “Quando le strade portavano un nome” di Cliff Tosse e Paul Lastra, oltre a momenti dedicati ai prodotti tipici della Valle di Scalve e al Rostrato Rosso di Rovetta, grazie al contributo del Distretto del Commercio Alta Val Seriana. Per l’occasione, i ristoranti locali proporranno menù speciali dedicati alle Orobie.
Alpinismo giovane e storie d’alta quota
La giornata del 12 luglio si concluderà in serata, alle 21.00, con “Mountain Stories”, testimonianze e racconti del giovane Dario Eynard, aspirante guida alpina e membro del Cai Eagle Team, recentemente tornato da una spedizione in Patagonia. Eynard, laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio, porterà al pubblico la voce delle nuove generazioni di alpinisti.
Nella stessa serata interverrà anche il CAI Clusone, con una presentazione dettagliata del percorso del Trekking della Presolana, che attraversa l’altopiano e la conca, cuore delle Orobie.
Eventi collaterali per tutta l’estate
Durante tutto il mese di luglio e agosto, a Clusone saranno visibili due progetti espositivi permanenti: la mostra fotografica naturalistica “Istanti” di Andrea Belingheri in largo Locatelli, e le “Finestre della tradizione” lungo via Carpinoni. Un’occasione per scoprire la montagna anche attraverso lo sguardo dell’arte e della cultura locale.
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