Una mostra che racconta il “segno” come origine del progetto
Il segno come strumento di pensiero, il disegno come ricerca, analisi, comunicazione: è da questo principio che prende avvio la mostra “Segni di/Segni. Cesare Rota Nodari”, taglio del nastro venerdì 14 novembre alle ore 18 negli spazi della Fondazione Legler per la Storia Economica e Sociale di Bergamo, in via Legler 14 a Brembate Sopra.
L’esposizione ripercorre sessant’anni di attività del celebre architetto bergamasco, presentando disegni, tavole, schizzi, modelli e documenti in grado di restituire una stagione in cui l’architettura nasceva dal gesto manuale e dal ragionamento analogico.
La mostra è organizzata con il Centro Studi Valle Imagna, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Architetti di Bergamo, e curata da Edoardo Milesi. L’iniziativa apre una nuova stagione di valorizzazione degli archivi professionali conservati dalla Fondazione.
Il patrimonio professionale donato alla Fondazione
Il percorso espositivo nasce infatti dalla donazione dei materiali di lavoro di Cesare Rota Nodari, confluiti nel Centro Studi Valle Imagna e oggi conservati presso la Fondazione Legler: una raccolta composta da studi, schede tecniche, tavole, plastici, appunti e documenti professionali.
Una volta ordinati e resi consultabili, questi materiali rivelano un filo rosso costante nella produzione dell’architetto: il segno come origine e verifica del progetto, e il di/segno come metodo per comprenderne gli effetti nello spazio costruito.
Rota Nodari: un percorso professionale e accademico internazionale
Nato ad Almenno San Bartolomeo nel 1935, Cesare Rota Nodari si dedica per decenni all’insegnamento e alla libera professione, spaziando tra architettura pubblica e privata, restauro, design e recupero ambientale.
Ha progettato biblioteche, scuole, musei, chiese, residenze e complessi industriali; ha restaurato edifici storici in Italia, in Brasile e a Gerusalemme; ha contribuito al Piano Paesistico della Provincia di Bergamo e lavorato con Jean Nouvel al Parco Scientifico Kilometro Rosso.
È stato membro di un Comitato Scientifico della Comunità Europea per la tutela del patrimonio medievale e primo presidente dell’Antenna Europea del Romanico, oltre che autore di testi scolastici, saggi d’arte e volumi di architettura.
La mostra mette in scena questo percorso attraverso tecnigrafo e plastilina, grafite e inchiostro, schizzi di luce e proporzioni, plastici che dialogano con il contesto.
Il rapporto tra analogico e digitale: il convegno del 21 novembre
Ad accompagnare la mostra, venerdì 21 novembre alle ore 14.30, si svolge il convegno “Il mestiere dell’architetto”, un momento di confronto sul ruolo odierno dell’architetto e sulla transizione tra disegno manuale ed elaborazione digitale.
Intervengono il curatore Edoardo Milesi, don Roberto Tagliaferri e Mariola Peretti.
Informazioni pratiche per il pubblico
La mostra è visitabile con ingresso libero fino al 23 dicembre, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 13.
Tutti i dettagli e gli approfondimenti sono disponibili sul sito:
👉 www.fondazionestoriaeconomicabergamo.it
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.