Prezzi in aumento durante il controesodo
Il periodo del controesodo estivo è stato caratterizzato da nuovi rincari sul fronte dei carburanti. Gli automobilisti che hanno utilizzato la propria vettura per gli spostamenti hanno dovuto affrontare costi sempre più elevati, con aumenti registrati anche nella provincia di Bergamo secondo i dati medi diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La benzina ha superato la soglia simbolica dei 2 euro al litro. Tra mercoledì e giovedì il prezzo medio del servizio self-service nei distributori bergamaschi ha raggiunto quota 2,002 euro al litro. Negli ultimi dieci giorni il rialzo è stato superiore a 3 centesimi, mentre nell’arco di un mese l’incremento ha raggiunto 7,7 centesimi.
Il diesel verso nuovi rincari
Anche il gasolio ha registrato una crescita significativa. In provincia di Bergamo il diesel self-service ha raggiunto un prezzo medio di 2,122 euro al litro, con un aumento vicino ai 6 centesimi in dieci giorni.
Il punto decisivo è rappresentato dalla scadenza del 25 agosto, data prevista per il termine dello sconto sulle accise relativo al diesel. La misura, definita tecnicamente come accise mobili, aveva garantito una riduzione di 17 centesimi ed era stata introdotta dal Governo il 28 luglio, con una successiva proroga il 4 agosto.
In assenza di nuovi provvedimenti, il prezzo del gasolio avrebbe raggiunto circa 2,30 euro al litro, un livello mai toccato durante la fase di crisi iniziata alla fine di febbraio dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele all’Iran. Gli interventi sulle imposte avevano finora limitato gli effetti dei rialzi nei momenti di maggiore pressione sui prezzi.
Le richieste dei gestori sui rincari dei carburanti
L’andamento dei prezzi è stato commentato da Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo e consigliere nazionale della Figisc Confcommercio, la Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti.
Mora ha evidenziato che gli aumenti risultavano costanti e collegati agli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Secondo le rilevazioni della segreteria nazionale della federazione, le quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi mostravano un’ulteriore tendenza alla crescita.
Il presidente del gruppo dei gestori ha inoltre sottolineato l’incertezza legata alla proroga degli sconti. Il precedente intervento era stato deciso quando il diesel aveva superato la soglia dei 2 euro al litro, mentre nella nuova fase anche la benzina aveva raggiunto lo stesso livello.
Il confronto con i prezzi prima della crisi
Il confronto con il periodo precedente alla crisi ha evidenziato un netto aumento dei costi. Prima degli attacchi, in provincia di Bergamo, la benzina aveva un prezzo medio di 1,657 euro al litro, con una differenza negativa rispetto ai valori attuali di 34,5 centesimi.
Il gasolio si attestava invece a 1,718 euro al litro, con un aumento attuale di 40,4 centesimi, che sarebbe salito a 57,4 centesimi senza l’effetto dello sconto sulle accise.
Incrementi più contenuti hanno riguardato il GPL, passato da 0,673 a 0,724 euro al litro con una crescita di 5,1 centesimi, e il metano, aumentato da 1,349 a 1,560 euro al litro con un rialzo di 21,1 centesimi.
I consumatori chiedono nuovi aiuti
Le associazioni dei consumatori hanno richiesto interventi concreti per ridurre l’impatto degli aumenti sui cittadini e una proroga delle misure destinate a contenere il prezzo dei carburanti.
Christian Perria, presidente di Federconsumatori Bergamo, ha evidenziato la necessità di sostenere le persone durante il periodo del rientro dalle ferie. Secondo Perria, il mancato intervento avrebbe potuto creare una situazione economica particolarmente complessa, con il rischio di spostare la soglia psicologica dei prezzi dai 2 euro ai 2,50 euro al litro.
Il presidente di Federconsumatori Bergamo ha inoltre sottolineato che la crescita progressiva dei costi avrebbe portato molti cittadini a sottovalutare l’impatto reale degli aumenti sulle spese quotidiane.
Famiglie in difficoltà per l’aumento delle spese
Anche Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo, ha richiamato l’attenzione sulla dinamica dei prezzi del petrolio. Busi ha spiegato che gli aumenti del prezzo del barile venivano trasferiti rapidamente ai distributori, mentre le riduzioni risultavano più lente.
La presidente di Adiconsum Bergamo ha evidenziato che il rientro dalle ferie avrebbe rappresentato un costo rilevante per molte persone e che alcune famiglie avrebbero potuto modificare le proprie abitudini di spostamento a causa delle spese diventate difficili da sostenere.
Secondo Adiconsum Bergamo, molte famiglie affrontavano già una situazione economica complessa, con numerose richieste di aiuto per il pagamento di bollette, affitto e mutuo. L’associazione ha inoltre segnalato il rischio di sovraindebitamento, mentre banche e finanziarie mostravano difficoltà nel trovare soluzioni adeguate alle esigenze degli utenti.
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