ln Lombardia prezzo medio del diesel in modalità self, secondo il monitoraggio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornato ha superato i 2,3 euro al litro (tra 2,337 e 2,358 €/L). Stabilmente sopra i 2 euro anche la benzina (2,167 – 2,153 €/L il prezzo medio sempre in modalità self), con il metano che si avvicina a questa soglia (1,828 €/Kg) e il gpl a 0,733 €/L.
Dimezzato lo sconto sulle accise
Anche in Puglia la gran parte dei distributori ha subito adeguato i prezzi dei carburanti al dimezzamento del taglio delle accise, scattato proprio oggi, sabato 26 settembre. Una riduzione dello sconto che ha portato l’aliquota di accisa sul gasolio a 622,90 euro per 1.000 litri. E questo fino al 5 ottobre, quando, se non ci saranno altre proroghe, le aliquote saranno rialzate ulteriormente con il venir meno dello sconto.
Sino a tale data lo sconto fiscale da 12,2 centesimi di euro al litro in vigore fino al 24 settembre sarà quindi dimezzato, con il taglio sul prezzo alla pompa che, considerata anche l’Iva, scenderà a 6,1 centesimi. Per gli automobilisti si tratta di un aumento netto da +3,05 euro a pieno, ma se si considera l’effetto dell’intero decreto scattato il 18 settembre, l’impatto è da +5,45 euro a pieno, secondo il calcolo del Codacons.
Il tetto ai prezzi da parte di Eni
Intanto Eni ha annunciato che da lunedì 28 settembre (per un mese, con possibilità di estensione a tutto il 2026) applicherà un tetto massimo (price cap) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive. Qui il prezzo massimo sarà di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina. Dunque, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali.
“La contrazione dell’offerta di prodotti raffinati sul mercato internazionale che deriva dalle crisi geopolitiche in corso, associata alla carenza di capacità di raffinazione a livello europeo (quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni), ha portato i prezzi dei carburanti a livelli estremamente onerosi per le famiglie e le aziende italiane”, scrive Eni nella nota con cui annuncia l’iniziativa. Lodata dal Governo, che confida che altre compagnie possano seguire lo stesso esempio.
Un tetto massimo sopra i 2 euro al litro che comunque rappresenta un salasso per famiglie e imprese, che dall’inizio del conflitto tra Usa e Iran hanno visto la benzina salire del 29% e il diesel addirittura del 36%.
Le imprese più esposte
Gli aumenti di benzina e diesel non pesano solo sulle tasche di famiglie e pendolari, ma anche su chi usa l’auto ogni giorno per lavoro o trasporta merci. Le categorie professionali più colpite, ricorda l’Ufficio studi della Cgia, sono i camionisti, i tassisti e gli agenti di commercio. Per queste due ultime categorie, viene evidenziato, la situazione è particolarmente difficile: non possono scaricare l’aumento dei costi sui clienti o sulla filiera, e quindi finiscono per assorbirlo interamente. I camionisti, invece, possono farlo raramente e contare sul credito d’imposta pensato per compensare il caro-carburante. Sono però esclusi coloro che possiedono mezzi pesanti sotto le 7,5 tonnellate o che non rientrano nelle categorie ambientali più green, come gli Euro V e gli Euro VI.
In Lombardia oltre 5mila attività a rischio
In Lombardia sono quasi 50mila le imprese di questi tre comparti maggiormente esposti agli aumenti dei carburanti: 30.894 agenti di commercio, 10.384 aziende di autotrasporto e 8.055 taxi e NCC.
In provincia di Bergamo ci sono 3.300 agenti di commercio, 1.192 imprese di trasporti e 242 taxi e Ncc, per un totale di 4.734 aziende nei tre settori.
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