In Lombardia ci sono oltre 49.600 imprese che più di altre stanno subendo direttamente gli effetti del caro-carburanti a seguito della guerra in Medio Oriente. Si tratta di quelle imprese che l’Ufficio studi della Cgia individua come i “professionisti della strada”: agenti di commercio (30.894), autotrasporto e servizi di trasloco (10.384), taxi e ncc (8.055), bus operator (274).
Quasi 4.800 sono presenti nella provincia di Lecce: 3.300 agenti di commercio; 1.192 autotrasportatori; 242 taxi e ncc e 56 bus operator.
Nonostante il taglio delle accise sul diesel di 20 centesimi al litro, comunque provvisorio e per il quale si attende una proroga da parte del Governo, la Cgia ricorda che dall’inizio dell’anno il prezzo del diesel è comunque aumentato del 20,9%, pari a 34 centesimi in più al litro. Se il confronto viene effettuato sempre con il 31 dicembre scorso, oggi fare il pieno a un autocarro con massa inferiore alle 7,5 tonnellate costa circa 172 euro in più: un incremento che, su base annua, si traduce in un aggravio di circa 12.350 euro per ciascun mezzo.
A pagare il conto maggiore non saranno solo i piccoli autotrasportatori, ma anche taxisti, bus operator e Ncc che, ricordiamo la Cgia, fanno parte della cosiddetta categoria dei “professionisti della strada” che per legge devono avere un’abilitazione professionale per guidare i propri mezzi di lavoro.
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