Supplenze scolastiche: assegnazioni imminenti con l’algoritmo per 2.246 cattedre

L'assegnazione delle cattedre vacanti è iniziata: nel weekend il sistema informatico incrocerà nominativi e sedi per assegnare 2.246 supplenze. I sindacati: sistema confuso e inefficace.

scuola

Il processo di assegnazione: supplenze e algoritmo

Con l’approssimarsi dell’inizio dell’anno scolastico, si intensificano le operazioni per coprire le cattedre vacanti. A partire da oggi, venerdì 30 agosto, un algoritmo ministeriale assegna e assegnerà 2.246 cattedre a tempo determinato nella Bergamasca. Questo sistema informatizzato incrocerà le disponibilità dei posti con le preferenze espresse dai docenti nelle graduatorie, che hanno potuto indicare fino a 150 opzioni. Questo processo è fondamentale per garantire che tutte le classi abbiano un insegnante all’inizio dell’anno scolastico.

Le cattedre accantonate: una situazione complessa

Oltre alle assegnazioni tramite algoritmo, c’è anche la questione delle 332 cattedre “accantonate”. Queste saranno riservate ai vincitori del concorso indetto con i fondi del Pnrr, che dovrà essere completato entro il 31 dicembre. Fino a quel momento, tali cattedre saranno occupate da supplenti a breve termine, creando ulteriore incertezza e complicazioni. Questo problema è esteso a tutto il territorio nazionale e aggiunge un ulteriore livello di complessità alla gestione delle assegnazioni.

Le critiche dei sindacati: un sistema da riformare

I sindacati hanno espresso forti critiche riguardo al sistema attuale. Paola Manzullo, segretaria provinciale della Cisl Scuola, ha evidenziato come la situazione sia resa ancora più confusa dai ritardi nei concorsi legati al Pnrr e dal numero elevato di cattedre per il sostegno, ben 1.477 su 2.246 totali, che saranno coperte principalmente da personale non specializzato. Manzullo sottolinea inoltre che il sistema di reclutamento dovrebbe basarsi anche sulle Graduatorie provinciali delle supplenze (Gps) e non esclusivamente sui concorsi. Secondo i sindacati, le regole introdotte dal Pnrr sono inefficaci, aggravando ulteriormente una situazione già precaria.

La posizione dei presidi: meccanismo inefficiente

Anche i dirigenti scolastici condividono il malcontento. Claudio Ghilardi, dirigente del liceo Sarpi e presidente provinciale dell’Associazione nazionale presidi, ha definito il meccanismo di reclutamento obsoleto e inefficace, sostenendo che nemmeno la digitalizzazione ha migliorato la situazione. L’abolizione delle Mad, le “messe a disposizione” che permettevano ai docenti di fare domanda direttamente alle scuole, ha complicato ulteriormente il processo, specialmente per le materie scientifiche e tecniche, dove storicamente è difficile trovare insegnanti qualificati.

Il personale ausiliario: carenze nelle scuole

Anche il reclutamento del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) è problematico. Nonostante l’assunzione in ruolo di 45 assistenti amministrativi, 12 assistenti tecnici e 133 collaboratori scolastici, molti posti rimarranno vacanti e saranno coperti da supplenze. Le scuole continueranno a soffrire la mancanza di personale, aggravata dall’assenza dell’organico aggiuntivo finanziato dal Pnrr, indispensabile per progetti ancora in corso. Questa carenza rischia di creare difficoltà sia nelle segreterie che nei vari plessi scolastici, soprattutto nei comprensivi, dove il numero di collaboratori scolastici è insufficiente.

Scuola, cattedre e supplenze: sistema in crisi?

La “supplentite” continua a essere una malattia cronica del sistema scolastico italiano. Con regole di reclutamento considerate inadeguate e una gestione delle cattedre che genera incertezze e disagi, la situazione per l’anno scolastico 2024/2025 si preannuncia difficile. I sindacati e i dirigenti scolastici concordano sulla necessità di riforme profonde per garantire un sistema educativo efficiente e stabile.

Redazione

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