Martedì 8 ottobre, alle 18:30, la Rete bergamasca contro la violenza di genere si riunirà a Largo Rezzara a Bergamo, nei pressi di Piazza Pontida. L’evento sarà un’occasione per dare voce alle donne afghane, duramente colpite dal regime talebano. Con l’intensificarsi delle restrizioni imposte, tra cui il divieto di cantare, leggere o recitare in pubblico, le donne afghane sono costrette a subire una forma di oppressione che mira a cancellare non solo i loro diritti, ma anche la loro stessa voce.
Una voce contro il silenzio: musica e testimonianza
Durante la manifestazione, la Rete darà vita a un presidio che vedrà protagonista il trio acustico Rose & The Captain, che eseguirà il brano “Storie di donne, dietro la parete”, un omaggio simbolico a chi è costretta al silenzio. La Rete intende far sentire la propria voce alta e forte per contrastare l’oppressione patriarcale, che non conosce confini e si manifesta con forme diverse in tutto il mondo.
Violenza di genere: una realtà anche in Italia
La manifestazione vuole ricordare che, anche se i drammi vissuti dalle donne afghane possono sembrare lontani, l’oppressione patriarcale è una realtà tangibile anche in Italia. “Non bisogna cadere nell’equivoco di pensare che ciò che accade sia distante da noi”, ha dichiarato la Rete. L’associazione ha sottolineato come il patriarcato si esprima quotidianamente con tentativi di togliere alle donne il controllo sui propri corpi e sulla propria vita.
Le dichiarazioni del Papa e l’interruzione di gravidanza
Un esempio di questa lotta in Italia riguarda le dichiarazioni recenti di Papa Francesco, che ha definito “sicari” i medici che praticano aborti. La Rete ha commentato con fermezza: “In uno Stato laico come il nostro, è inaccettabile che le donne siano ostacolate nella loro autodeterminazione”, riferendosi alla difficoltà di accesso a un aborto sicuro a causa della presenza di numerosi medici obiettori. La Rete critica la crescente influenza delle associazioni pro-vita nei consultori e negli ospedali, considerandola un attacco ai diritti delle donne.
Numeri preoccupanti: 969 chiamate nel 2024
Come ogni mese, la Rete ha diffuso i dati aggiornati sul fenomeno della violenza di genere a Bergamo e provincia. Solo a settembre, sono state registrate 139 nuove chiamate ai centri antiviolenza, per un totale di 969 telefonate da inizio anno. A livello nazionale, sono già 76 le vittime di femminicidio nel 2024, un numero che conferma la gravità della situazione.
L’appello della Rete
Concludendo, la Rete ha lanciato un accorato appello per non dimenticare le donne afghane e tutte le vittime di violenza e oppressione patriarcale nel mondo: “Non sei sola, sorella, noi siamo qui e ti crediamo”. L’obiettivo è continuare a denunciare, testimoniare e dare voce a chi non riesce ancora a farsi ascoltare, sia in Afghanistan che nel nostro Paese.
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