Bergamo, 108 gatti cercano famiglia: incerto il futuro della convenzione con Enpa

Il gattile di via Mangili ospita sempre più animali e deve affrontare spese crescenti per alimentazione, cure veterinarie e gestione della struttura. L'accordo con il Comune scadrà il 31 dicembre 2026, mentre si apre il confronto sul futuro dell'assistenza ai felini randagi

gatto

A Bergamo cresce il numero dei gatti accolti nella struttura dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), mentre si avvicina una scadenza importante per il futuro del servizio. Il prossimo 31 dicembre terminerà infatti la convenzione con l’amministrazione comunale, un accordo che dal 2018 permette di garantire assistenza e ricovero ai felini randagi con caratteristiche compatibili con la vita domestica.

Attualmente il gattile Enpa di via Mangili ospita 108 gatti in attesa di adozione, un numero sensibilmente superiore agli 80 presenti quando venne sottoscritta la prima convenzione.

L’aumento degli animali accolti, accompagnato dalla crescita dei costi di gestione, ha reso più impegnativa l’attività quotidiana dell’associazione. Nel frattempo, dal Comune arrivano segnali favorevoli alla prosecuzione della collaborazione, anche se non è stata ancora formalizzata alcuna decisione.

Convenzione Enpa in scadenza: il Comune valuta il rinnovo

Il principale interrogativo riguarda la continuità dell’accordo tra il Comune di Bergamo e l’associazione animalista.

La convenzione terminerà il 31 dicembre 2026, ma al momento non sono state comunicate decisioni definitive sul suo rinnovo.

La presidente della sezione bergamasca di Enpa, Eleonora Ravenna, ha espresso preoccupazione per i tempi a disposizione, sottolineando la necessità di conoscere quanto prima le intenzioni dell’amministrazione.

Dall’altra parte, l’assessora comunale all’Ambiente Oriana Ruzzini ha manifestato un orientamento positivo rispetto alla possibilità di proseguire il rapporto con l’associazione.

Pur precisando che non è stata ancora assunta una decisione ufficiale, Ruzzini ha evidenziato come sul territorio cittadino siano limitate le alternative in grado di garantire un servizio equivalente a quello attualmente svolto da Enpa.

Il confronto dovrà quindi chiarire non soltanto la prosecuzione della convenzione, ma anche le condizioni economiche e organizzative necessarie per sostenere l’attività del gattile.

Da 80 a 108 gatti: aumentano gli animali da accudire

Uno degli elementi che incidono maggiormente sulla gestione della struttura è rappresentato dall’incremento progressivo dei felini ospitati.

Nel 2018, all’avvio della collaborazione con Palazzo Frizzoni, i gatti presenti erano 80. Oggi sono 108, con un aumento di 28 animali, pari al 35%.

Si tratta di gatti randagi che, per il loro comportamento e la loro predisposizione al contatto umano, possono essere inseriti in un percorso di adozione.

La loro permanenza nella struttura comporta tuttavia un impegno costante, dalla somministrazione del cibo alla pulizia degli ambienti, fino ai controlli sanitari e alle eventuali terapie.

Secondo quanto spiegato dalla presidente Ravenna, il numero degli animali è cresciuto gradualmente negli anni, senza registrare incrementi improvvisi particolarmente elevati.

La convenzione originaria non prevedeva però un limite numerico preciso di gatti da accogliere, circostanza che rende più complesso il rapporto tra risorse disponibili e necessità effettive della struttura.

Spese in aumento del 25% tra alimentazione e cure veterinarie

La crescita degli ospiti non rappresenta l’unica difficoltà economica affrontata dall’associazione.

Negli ultimi anni, infatti, Enpa ha registrato rincari complessivi stimati intorno al 25% per diverse voci fondamentali della gestione.

Tra i costi aumentati figurano l’acquisto di alimenti, gli interventi di sterilizzazione, le prestazioni veterinarie e le utenze.

A queste spese si aggiungono gli impegni finanziari legati alla struttura di via Mangili, il cui mutuo è soggetto a un tasso d’interesse variabile.

La combinazione tra maggior numero di animali e rincari rende quindi più oneroso mantenere gli standard di assistenza.

Per l’associazione, il tema economico assume particolare rilevanza in vista del nuovo accordo, che potrebbe rappresentare l’occasione per rivalutare le risorse destinate al servizio.

Dal Comune altri 4mila euro, ma Enpa chiarisce: non sono fondi aggiuntivi

Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha approvato un’integrazione economica di 4mila euro destinata al ricovero dei gatti randagi e alle attività collegate.

Con questo intervento, la spesa complessiva prevista per il biennio 2025-2026 raggiunge 46mila euro.

La presidente Ravenna ha però precisato che la somma non costituisce un vero incremento rispetto agli accordi iniziali.

Quando la convenzione venne sottoscritta nel 2018, infatti, era stato riconosciuto un contributo annuo di 21mila euro, al quale si aggiungevano 4mila euro destinati a sostenere l’avvio e il funzionamento della struttura nei suoi primi anni.

Nel 2025 questa quota supplementare era stata eliminata.

Successivamente, dopo un confronto con i funzionari comunali, l’associazione aveva ricevuto indicazioni favorevoli al recupero dell’importo.

L’integrazione recentemente approvata rappresenta quindi il ripristino di una somma precedentemente riconosciuta, piuttosto che un nuovo finanziamento destinato a compensare l’aumento dei costi.

Contributi per i gatti randagi: il confronto con la Bassa Bergamasca

Nel dibattito sulle risorse economiche entra anche il paragone con altre amministrazioni del territorio.

Secondo i dati richiamati dalla presidente di Enpa, il contributo del Comune di Bergamo corrisponde a circa 27 centesimi per abitante.

Una cifra inferiore a quella prevista dalla nuova convenzione dell’Ambito 14 della Bassa Bergamasca, che ha come Comune capofila Romano di Lombardia.

In quel contesto, il finanziamento indicato raggiunge 60 centesimi per residente, coinvolgendo un ambito territoriale composto da 17 Comuni, anche se non tutti hanno ancora aderito all’accordo.

Il confronto mette in evidenza differenze nelle risorse riconosciute per i servizi di assistenza ai felini, pur trattandosi di realtà amministrative e organizzative non necessariamente identiche.

Per Enpa, questi dati costituiscono un elemento da considerare nella discussione sul futuro della convenzione bergamasca.

Non solo gattile: serve una soluzione per i felini selvatici

Accanto alla questione economica emerge un’altra problematica legata alla gestione del randagismo felino.

Non tutti i gatti presenti sul territorio possono essere accolti in un gattile tradizionale o avviati facilmente all’adozione.

Gli animali di indole selvatica, poco abituati al contatto con le persone, richiedono infatti modalità di gestione differenti rispetto ai gatti domestici abbandonati o randagi socializzati.

L’assessora Oriana Ruzzini ha richiamato l’attenzione proprio su questa categoria di animali, evidenziando la necessità di sviluppare strumenti specifici per garantirne la tutela.

Tra le ipotesi indicate figura la realizzazione di un’oasi felina, uno spazio pensato per accogliere e gestire i gatti che difficilmente potrebbero adattarsi alla vita in un’abitazione.

Una soluzione di questo tipo potrebbe affiancare il lavoro già svolto dal gattile, ampliando le possibilità di intervento sul territorio.

Colonie feline, il Comune punta anche a un censimento

Un altro possibile sviluppo riguarda la conoscenza della popolazione felina presente nelle diverse zone della città.

L’amministrazione ha evidenziato l’utilità di un censimento delle colonie feline, che permetterebbe di raccogliere informazioni più precise sulla distribuzione dei gatti liberi e sulle relative necessità di assistenza.

Una mappatura aggiornata potrebbe contribuire a individuare le situazioni maggiormente bisognose di intervento e a programmare con maggiore efficacia le attività di tutela.

Il tema si collega direttamente alla gestione delle sterilizzazioni, al monitoraggio sanitario e al sostegno delle persone che si occupano quotidianamente delle colonie.

L’eventuale realizzazione di un’oasi felina e l’organizzazione di un censimento rappresenterebbero quindi due possibili strumenti complementari alla convenzione con Enpa.

Al momento, tuttavia, queste prospettive restano oggetto di valutazione e non risultano definite nei loro aspetti operativi.

Il futuro del gattile Enpa di Bergamo si decide entro dicembre

La priorità immediata rimane il rinnovo dell’accordo tra l’amministrazione comunale e l’Ente Nazionale Protezione Animali.

Entro il 31 dicembre sarà necessario chiarire il futuro della collaborazione, tenendo conto dell’aumento dei gatti ospitati e delle maggiori spese sostenute dall’associazione.

Il servizio garantito dalla struttura di via Mangili continua intanto a rappresentare un punto di riferimento per l’accoglienza dei felini randagi di indole domestica, con 108 animali attualmente in attesa di trovare una famiglia.

La possibile prosecuzione della convenzione potrebbe inoltre aprire una discussione più ampia sulle politiche comunali dedicate alla tutela degli animali.

Dalla gestione delle colonie feline alla creazione di spazi specifici per i gatti selvatici, il confronto tra Comune ed Enpa potrebbe diventare l’occasione per definire una strategia più articolata di contrasto al randagismo e di protezione dei felini presenti sul territorio bergamasco.

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