Un’importante svolta nelle indagini sull’omicidio di Mamadi Tunkara, il vigilante di 36 anni ucciso a coltellate venerdì 3 gennaio in via Tiraboschi a Bergamo. Il principale sospettato, un 28enne originario del Togo senza fissa dimora, è stato fermato sabato mattina in Svizzera dalla polizia elvetica per documenti irregolari. Consegnato alle autorità italiane a Chiasso, è arrivato in questura a Bergamo verso le 13.30.
Le indagini e il ritrovamento dell’arma
Nella stessa mattinata, un coltello da cucina è stato trovato in via Paglia, al civico 22, all’interno del cortile di un edificio. Gli investigatori stanno lavorando per confermare se si tratti dell’arma utilizzata nell’omicidio. La direzione di fuga dell’aggressore, immortalata dalle telecamere e da video di residenti, suggerisce che l’arma potrebbe essere stata abbandonata proprio lungo quella via.
La ricostruzione dell’omicidio, basata su immagini di videosorveglianza, indica una possibile premeditazione: il sospettato sarebbe entrato nel supermercato Carrefour sotterraneo per cercare Tunkara, incontrandolo poi all’esterno. Lo avrebbe aggredito mentre arrivava in bicicletta, spingendolo contro una vetrina prima di accoltellarlo.
Mamadi Tunkara: una vita dedicata agli altri
Mamadi Tunkara, originario del Gambia, era arrivato in Italia nel 2016 dopo un lungo viaggio attraverso l’Africa e il Mediterraneo. Dal 2019 viveva a Verdello, ospite del Patronato San Vincenzo, e lavorava come vigilante presso il Carrefour di via Tiraboschi, dove era apprezzato per la sua disponibilità e gentilezza.
Conosciuto per il suo sorriso e il suo altruismo, Mamadi aiutava frequentemente i clienti, soprattutto le persone anziane. Aveva recentemente ottenuto la licenza media e il certificato A2 di lingua italiana, frequentando le scuole serali. Il 12 gennaio avrebbe dovuto partire per il Gambia per far visita alla sua famiglia.
Solidarietà e commozione
Numerosi cittadini hanno reso omaggio a Mamadi sul luogo del delitto, lasciando fiori e candele per ricordarlo. Il messaggio di cordoglio del C.p.i.a., dove aveva studiato, sottolinea il suo sorriso e le sue speranze: “Ciao Mamadi, fratello d’Italia”.
La società di sicurezza Top Secret, per cui lavorava dal 1° dicembre, si è detta profondamente scossa dall’accaduto. Il presidente Matteo Mazzoni ha assicurato che l’azienda si farà carico del rientro della salma in Gambia e fornirà supporto legale alla famiglia. Anche Carrefour Italia ha espresso dolore per l’accaduto, offrendo la massima collaborazione alle autorità.
Le indagini continuano per chiarire i dettagli dell’aggressione e confermare il coinvolgimento del sospettato.
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