La 3B Meccanica di Urgnano, una fabbrica metalmeccanica legata all’indotto Same, ha annunciato il fallimento, lasciando 20 lavoratori senza stipendio da novembre e senza alcuna possibilità di riprendere l’attività lavorativa. La crisi è iniziata con una comunicazione della proprietà il 28 novembre 2024, in cui veniva annunciato al sindacato che la Same, principale cliente dell’azienda, aveva azzerato gli ordini l’8 novembre.
Niente stipendi da novembre
A seguito di questa decisione, l’azienda ha sospeso il pagamento degli stipendi di novembre, dichiarando l’intenzione di avviare il fallimento entro metà dicembre. Tuttavia, a distanza di un mese e mezzo, i libri contabili non sono ancora stati depositati in tribunale, creando un clima di incertezza per i dipendenti. Questo ritardo, oltre a impedire una gestione chiara della crisi, blocca i lavoratori in un limbo, privandoli di retribuzioni e di una prospettiva chiara per il futuro.
I sindacati: ritardi e azienda sfuggente
I dipendenti, ha ricordato la rappresentante di Fiom Cgil Marzia Giannuzzi, sono senza retribuzione da novembre e l’azienda non ha più risposto alle sollecitazioni per un confronto dall’ultimo faccia a faccia dello scorso 3 dicembre. “La proprietà è irreperibile e non ha fornito alcuna spiegazione sulla situazione. Le persone che per anni hanno lavorato per la 3B Meccanica meritano correttezza e trasparenza, elementi fondamentali nei momenti di crisi”, ha dichiarato la sindacalista.
Giannuzzi ha inoltre sottolineato la necessità di tutele concrete per i lavoratori, reclamando le tutele adeguate del caso che dall’impresa non sono mai arrivate.
La 3B Meccanica a un punto di non ritorno
Il mancato deposito dei libri contabili in tribunale rappresenta un punto critico della vicenda. Senza questo passaggio, l’iter per il fallimento non può essere avviato, impedendo ai dipendenti di accedere a strumenti di tutela come il Fondo di Garanzia dell’Inps per recuperare gli stipendi arretrati. La mancanza di chiarezza della proprietà , unita all’assenza di comunicazioni, ha sollevato dubbi sulle reali intenzioni dell’azienda, aggravando ulteriormente il disagio dei lavoratori.
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