Il Grand Hotel di San Pellegrino si prepara a rinascere grazie a un investimento da 64 milioni di euro del gruppo Ekn Development dell’imprenditore californiano Ebbie Nakhjavani. Con tariffe che arriveranno fino a mille euro a notte, la struttura sarà dotata di 118 camere, una Spa, un centro conferenze e negozi di lusso, trasformandosi in un’attrazione di alto livello. L’apertura definitiva è prevista dopo la firma ufficiale a marzo, salvo eventuali interventi della Soprintendenza, che però sembrano improbabili.
Un volano per il turismo in valle
Gli operatori turistici locali vedono nel nuovo Grand Hotel una grande opportunità di crescita per l’intera valle. Secondo Claudio Astori, direttore del gruppo Zani intervenuto sulle pagine de L’Eco di Bergamo, la struttura attirerà una clientela internazionale che, oltre all’hotel, potrà apprezzare natura, fiume, montagna e relax. Tuttavia, Astori evidenzia un problema cruciale: la viabilità, sottolineando la necessità di una vera ferrovia fino a San Pellegrino per facilitare gli spostamenti e il trasporto di merci.
Anche Luigi Milesi, titolare dell’Hotel Bigio, crede nel successo del progetto: “Non dobbiamo insegnare agli americani come investire”. Milesi cita il caso di QC Terme, inizialmente sottovalutato, ma rivelatosi un enorme successo.
Un’attrazione indipendente, ma con un indotto per la città
Molti sottolineano come il Grand Hotel potrebbe funzionare anche senza particolari attrattive esterne, grazie ai suoi servizi di lusso interni, seguendo l’esempio di una struttura simile realizzata dal gruppo californiano nel deserto dell’Arizona. Tuttavia, Paolo Scanzi, dell’Hotel Centrale, ritiene che una parte dei clienti uscirà comunque per visitare la città, generando un impatto economico positivo.
Anche ristoratori come Desirée Carrara e Sabrina Capelli sono convinti del beneficio per San Pellegrino: “Già le visite guidate al vecchio Grand Hotel portavano tante persone. Con una struttura attiva, il movimento sarà ancora maggiore”.
Viabilità e turismo: le sfide ancora aperte
Nonostante l’entusiasmo, rimangono criticità da risolvere. Remo Veronese, del bar Briefing, sottolinea come l’unico hotel quattro stelle della valle abbia dimostrato di poter funzionare, suggerendo che il Grand Hotel possa avere lo stesso successo. Tuttavia, per Fabiano Milesi, della Caffetteria degli Artisti, San Pellegrino deve migliorare l’offerta turistica, con eventi serali e nuove attrazioni.
Infine, il tema della viabilità resta centrale. Le infrastrutture attuali, secondo Milesi, non sono adeguate per accogliere una clientela di lusso: “Pensiamo di far arrivare clienti milionari sulle nostre strade? Probabilmente preferiranno l’elicottero”.
Il Grand Hotel di San Pellegrino rappresenta dunque una scommessa ambiziosa, capace di portare turismo e sviluppo, ma che richiede investimenti complementari per garantire un’accoglienza adeguata a una clientela esclusiva.
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