Si avvicina il verdetto per la tragica morte di Sergio Persico, operaio 53enne di Orio al Serio, investito il 17 maggio 2021 da un camion in retromarcia nel piazzale della De Berg di Spirano. Il pm Giancarlo Mancusi ha chiesto due condanne a un anno e 4 mesi per il camionista A. B. e per il titolare dell’azienda L. D. T., entrambi accusati di omicidio colposo.
Le accuse della Procura: manovra rischiosa e piazzale ingombro
Secondo il pm, le norme del codice della strada valgono anche nelle aree private, e il camionista avrebbe violato le cautele necessarie per una manovra complessa come la retromarcia. Inoltre, Mancusi ha sottolineato come la visibilità fosse ridotta dalla presenza di materiale ingombrante, chiamando in causa anche la responsabilità del titolare della ditta per le condizioni del piazzale.
Tuttavia, l’accusa ha riconosciuto le attenuanti generiche per entrambi gli imputati, considerando che nel tragico incidente potrebbe aver influito anche il comportamento della vittima nei momenti immediatamente precedenti l’impatto.
Le richieste di risarcimento delle parti civili
Le parti civili, rappresentate dagli avvocati Dario Marchese e Cristina Gandini, hanno evidenziato l’assenza di segnaletica nel piazzale della De Berg, un elemento che avrebbe potuto prevenire l’incidente. La famiglia di Persico ha avanzato richieste di risarcimento per oltre due milioni di euro:
- 875mila euro per la vedova,
- 391mila euro ciascuna per le due figlie di 6 e 12 anni,
- 281mila euro per la madre e 265mila per il padre della vittima.
Le difese chiedono l’assoluzione
Gli avvocati degli imputati hanno invece chiesto l’assoluzione, sostenendo che non ci siano elementi sufficienti per attribuire responsabilità dirette ai loro assistiti.
L’avvocato Giovanni Morgese, difensore del titolare della ditta, ha contestato l’esistenza di un nesso causale tra la presunta omissione di misure di sicurezza e l’incidente. Marco Zambelli, legale del camionista, ha sottolineato che la retromarcia era una pratica comune nel piazzale e che l’autista non aveva obblighi di garanzia paragonabili a quelli del datore di lavoro.
La sentenza è attesa per il 25 marzo.
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