Furto al Bisboccia di Gorle, sospetti di un legame con il colpo al Manuè

Un uomo ripreso dalle telecamere ha forzato l'ingresso della pizzeria e rubato alcolici per circa 400 euro. La titolare nota somiglianze con il responsabile di un altro furto ad Azzano San Paolo: dieci episodi in cinque anni

bisboccia gorle

Un nuovo furto alla pizzeria Bisboccia di Gorle riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei locali pubblici nella Bergamasca. Un uomo è entrato nell’attività durante la notte, dopo aver danneggiato la porta d’ingresso, e si è allontanato portando con sé numerose bottiglie di alcolici.

Il valore della merce sottratta sarebbe di circa 400 euro, ai quali si aggiungono le spese necessarie per riparare i danni provocati durante l’effrazione.

A rendere particolare l’episodio è il sospetto espresso dalla co-titolare, Barbara Gervasoni, che ha individuato alcune somiglianze tra l’abbigliamento dell’uomo ripreso dalle telecamere del Bisboccia e quello di una persona coinvolta in un altro furto, avvenuto al ristorante Manuè di Azzano San Paolo.

Giacca blu, scarpe bianche e scaldacollo sono gli elementi che hanno attirato l’attenzione della commerciante.L’eventuale collegamento tra i due episodi, tuttavia, resta un’ipotesi da verificare.

Gorle, il furto nella notte alla pizzeria Bisboccia

L’incursione è avvenuta nella notte di mercoledì, intorno all’1.30, quando il locale era chiuso.

Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso un uomo che si avvicinava all’ingresso con uno zaino sulle spalle.

Dopo aver raggiunto la porta, il soggetto l’ha forzata con violenza, riuscendo a entrare nell’attività.

Una volta all’interno, si è diretto verso il bancone, raggiungendo l’area nella quale vengono conservate le bottiglie utilizzate per il servizio.

L’uomo ha prelevato diversi alcolici e ha successivamente lasciato il locale con la refurtiva.

Dalle immagini, secondo quanto riferito, il suo comportamento appariva relativamente sicuro, con movimenti diretti verso la zona in cui si trovavano le bottiglie.

La sequenza è stata registrata dall’impianto di videosorveglianza, che potrebbe fornire elementi utili per ricostruire l’accaduto.

Bottiglie rubate e danni alla porta d’ingresso

Il furto ha provocato un danno economico che non riguarda soltanto la merce sottratta.

Il valore degli alcolici portati via è stato stimato in circa 400 euro, ma a questa cifra devono essere aggiunti i costi per il ripristino dell’ingresso.

La porta è stata infatti danneggiata durante l’irruzione, rendendo necessari ulteriori interventi.

Un particolare emerso dopo il colpo riguarda la possibile presenza di tracce di sangue.

L’autore del furto potrebbe essersi ferito mentre forzava la porta, lasciando alcune tracce sul posto.

La circostanza, se confermata attraverso gli accertamenti, potrebbe rappresentare un elemento utile per le verifiche sull’episodio.

Al momento non sono state diffuse informazioni che permettano di identificare il responsabile.

La titolare: «È uguale a quello del Manuè»

Barbara Gervasoni ha esaminato le immagini registrate dalle telecamere della pizzeria e le ha confrontate con quelle diffuse dopo il furto al ristorante Manuè di Azzano San Paolo.

A colpirla sono stati soprattutto alcuni dettagli dell’abbigliamento.

«Quando ho visto le immagini ho riconosciuto subito la giacca blu, le scarpe bianche e lo scaldacollo che oscura in parte il viso: è uguale a quello del Manuè», ha raccontato la co-titolare a Bergamonews.

La donna ritiene che la somiglianza tra i soggetti ripresi nei due episodi sia particolarmente evidente.

La valutazione nasce dal confronto tra i filmati, ma non costituisce una conferma dell’identità della persona.

Stabilire se si tratti dello stesso individuo richiederà verifiche specifiche.

La coincidenza di alcuni capi di abbigliamento può infatti rappresentare un indizio da approfondire, senza essere sufficiente per attribuire entrambi i furti a un unico responsabile.

Il precedente al ristorante Manuè di Azzano San Paolo

Il riferimento della titolare del Bisboccia riguarda un furto avvenuto durante la notte di Halloween al ristorante napoletano Manuè, ad Azzano San Paolo.

In quell’occasione, secondo la ricostruzione diffusa, un uomo e una donna erano entrati nel locale dopo aver danneggiato la porta.

I responsabili avevano sottratto diversi oggetti e prodotti.

Tra la refurtiva figuravano circa 300 euro del fondo cassa, un computer, due tablet, amari e bottiglie di vino.

Le immagini relative all’incursione erano state pubblicate da Bergamonews.

Proprio osservando quei filmati, Gervasoni avrebbe riconosciuto caratteristiche dell’abbigliamento simili a quelle del soggetto ripreso a Gorle.

Le due vicende presentano quindi alcuni elementi comuni, tra cui il danneggiamento dell’ingresso e il furto di bevande alcoliche.

Resta però da accertare se le somiglianze abbiano un effettivo significato investigativo.

Bisboccia, dieci furti negli ultimi cinque anni

L’episodio assume un peso ancora maggiore alla luce dei precedenti subiti dall’attività.

Quello avvenuto nella notte di mercoledì sarebbe il decimo furto in cinque anni ai danni del locale di Gorle.

Una frequenza che ha generato crescente preoccupazione tra i gestori, costretti ad affrontare ripetutamente le conseguenze economiche e organizzative delle incursioni.

La situazione era già stata denunciata pubblicamente nel maggio 2025 da Roberto Agosti, altro gestore dell’attività.

All’epoca Agosti aveva raccontato una sequenza particolarmente ravvicinata di episodi.

Cinque furti in appena due mesi avevano reso difficile persino tenere il conto delle incursioni.

Il nuovo episodio conferma che, a distanza di tempo, il problema non è stato superato.

Il precedente dei bidoni riempiti con carne e alcolici

Tra i furti subiti in passato dal locale, uno aveva provocato conseguenze economiche particolarmente pesanti.

In quell’occasione, i responsabili avevano sottratto carne e bevande alcoliche, utilizzando due grandi bidoni carrellati dell’immondizia per trasportare la merce.

L’incursione aveva inoltre provocato danni alla porta d’ingresso.

Il costo complessivo dell’episodio era stato stimato in quasi 5mila euro.

Una cifra significativa per un’attività commerciale, soprattutto quando episodi simili si ripetono a distanza di poche settimane o mesi.

Le conseguenze dei furti, infatti, non si esauriscono nel valore dei beni sottratti.

A incidere sono anche le riparazioni, gli interventi di sicurezza e le difficoltà legate alla gestione dell’attività dopo un’effrazione.

Il nuovo colpo ha quindi riportato i gestori davanti a problemi già affrontati più volte.

La stanchezza dei gestori dopo l’ennesima incursione

La reazione di Barbara Gervasoni è segnata soprattutto dalla ripetizione degli episodi.

«Abbiamo subito dieci furti in cinque anni. Siamo stanchi», ha dichiarato la co-titolare.

Parole che riassumono il disagio di chi deve continuare a sostenere costi e interventi per ripristinare il locale dopo ogni incursione.

Il problema non riguarda soltanto la perdita economica immediata, ma anche la difficoltà di lavorare con serenità quando gli episodi si ripetono.

Per la pizzeria Bisboccia, l’ultimo furto rappresenta quindi un nuovo capitolo di una situazione che si trascina da anni.

Le immagini delle telecamere e le eventuali tracce rinvenute sul posto potranno contribuire agli accertamenti.

Furti a Gorle e Azzano, il collegamento resta da verificare

Il sospetto che il responsabile del furto al Bisboccia possa essere lo stesso individuo ripreso al Manuè nasce dalle somiglianze osservate dalla titolare.

L’abbigliamento simile non consente però, da solo, di stabilire che i due episodi siano stati commessi dalla stessa persona.

Saranno gli eventuali approfondimenti investigativi a chiarire se esistano elementi più concreti per collegare le incursioni.

Nel frattempo, resta il dato dei ripetuti furti subiti dall’attività di Gorle.

Dieci episodi in cinque anni, con danni che in alcuni casi hanno raggiunto migliaia di euro, descrivono una situazione particolarmente difficile per i gestori.

L’ultima irruzione ha provocato il furto di alcolici per circa 400 euro e nuovi danni all’ingresso, mentre le registrazioni di videosorveglianza potrebbero rivelarsi importanti per individuare il responsabile.

Per Barbara Gervasoni e Roberto Agosti, la priorità resta poter proseguire l’attività senza dover affrontare continuamente nuove effrazioni.

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