Una vasta operazione della Polizia di Stato contro la criminalità giovanile ha interessato l’intero territorio nazionale, coinvolgendo migliaia di agenti e portando a centinaia di arresti e denunce. Tra le province interessate figura anche Bergamo, dove sono stati effettuati quattro arresti in flagranza, eseguite due ordinanze di custodia cautelare e denunciate 78 persone, tra cui 20 minorenni.
L’attività investigativa, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha coinvolto le 106 Squadre Mobili italiane, affiancate dai Reparti Prevenzione Crimine e da altri uffici della Polizia di Stato.
I controlli hanno riguardato soprattutto le zone considerate maggiormente esposte a episodi di violenza, spaccio di droga e reati contro il patrimonio, con particolare attenzione ai luoghi della movida, alle stazioni ferroviarie e agli spazi di aggregazione frequentati dai giovani.
Bergamo, oltre 5mila persone identificate e 504 veicoli controllati
Nel territorio bergamasco, le verifiche si sono concentrate in diversi punti strategici della provincia, a partire dalle stazioni ferroviarie di Bergamo e Treviglio, considerate aree di particolare interesse per le attività di prevenzione.
Gli agenti hanno inoltre presidiato piazze, parchi, aree verdi e locali pubblici, effettuando controlli mirati per individuare eventuali situazioni di illegalità.
Complessivamente, sono state identificate 5.141 persone, delle quali 923 minorenni, mentre i veicoli sottoposti a verifica sono stati 504.
L’operazione ha interessato anche 37 esercizi commerciali e ha previsto 117 controlli domiciliari nei confronti di persone sottoposte a misure restrittive o a particolari obblighi disposti dall’autorità competente.
L’obiettivo dei servizi è stato quello di rafforzare la presenza delle forze dell’ordine nei contesti maggiormente esposti a fenomeni di criminalità e prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi per la sicurezza pubblica.
Quattro arresti e 78 denunce, coinvolti anche 20 minorenni
L’attività di polizia giudiziaria condotta nella provincia di Bergamo ha portato all’arresto in flagranza di quattro persone maggiorenni, per fatti riconducibili, tra gli altri, a rapina, furto, resistenza a pubblico ufficiale e violazioni della normativa sugli stupefacenti.
Sono state inoltre eseguite due ordinanze di custodia cautelare, nell’ambito degli interventi effettuati sul territorio.
Particolarmente significativo il numero delle persone denunciate in stato di libertà: 78 complessivamente, suddivise tra 58 maggiorenni e 20 minorenni.
Le ipotesi di reato contestate comprendono lesioni personali, minacce, rissa, danneggiamento, furto, ricettazione e porto abusivo di armi o strumenti atti a offendere.
Tra le contestazioni figurano anche violazioni della normativa in materia di sostanze stupefacenti.
Le denunce e le misure cautelari si inseriscono nelle attività investigative coordinate con l’autorità giudiziaria. Le responsabilità penali delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Sequestrati hashish, cocaina e armi nel Bergamasco
Un capitolo importante dell’operazione provinciale ha riguardato il contrasto alla diffusione e alla commercializzazione delle sostanze stupefacenti.
Durante le verifiche, gli agenti hanno sequestrato 1.733 grammi di hashish e 226 grammi di cocaina, sottraendo quasi due chilogrammi di droga alla disponibilità dei soggetti controllati.
Sono stati inoltre recuperati diversi oggetti potenzialmente utilizzabili per commettere atti violenti, tra cui una pistola scacciacani, due strumenti da taglio e alcuni coltelli.
I sequestri sono avvenuti nell’ambito dei controlli finalizzati a individuare condotte illecite e prevenire episodi di aggressione o intimidazione.
L’attività ha riguardato sia il possesso di sostanze stupefacenti sia la disponibilità di strumenti offensivi nei contesti monitorati dagli investigatori.
Violenza giovanile e social network, monitorati dieci profili
Le indagini non si sono limitate ai controlli nelle strade e nei luoghi di ritrovo.
La Squadra Mobile di Bergamo ha effettuato un monitoraggio mirato delle piattaforme social, con l’obiettivo di individuare eventuali contenuti collegati a comportamenti violenti, intimidazioni o incitamento alla commissione di reati.
In particolare, sono stati esaminati dieci profili social, sei su Facebook e quattro su Instagram.
L’attività si inserisce in una strategia investigativa che considera anche la dimensione digitale dei fenomeni di criminalità giovanile.
In alcuni contesti, infatti, le piattaforme online possono essere utilizzate per pubblicare contenuti che mostrano condotte violente, armi o comportamenti illeciti.
Il monitoraggio bergamasco è parte di un’attività nazionale più ampia, che ha interessato complessivamente 1.115 profili social.
Per tre account individuati nella provincia di Torino è già stata avanzata una richiesta di oscuramento, in relazione alla pubblicazione di contenuti violenti e all’ostentazione di armi.
Manifestazioni di ottobre, 19 divieti di accesso alle aree urbane
Nella provincia di Bergamo, ulteriori provvedimenti sono stati adottati in relazione agli episodi verificatisi durante le manifestazioni del 17, 19 e 24 ottobre 2026.
Gli approfondimenti condotti dalle forze dell’ordine hanno portato all’emissione di 19 provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane (DACUR) e di otto avvisi orali.
Si tratta di misure amministrative di prevenzione adottate nei confronti di soggetti individuati nell’ambito delle verifiche e degli accertamenti svolti.
Più in generale, l’attenzione degli investigatori in Lombardia si è concentrata anche sulle province di Como, Cremona, Milano e Monza e Brianza, dove sono stati segnalati episodi di criminalità collegati a gruppi giovanili di strada.
In relazione ai disordini verificatisi durante alcune manifestazioni di ottobre, sono state eseguite perquisizioni personali e domiciliari, identificazioni e denunce per ipotesi di reato quali danneggiamento aggravato, rissa e resistenza a pubblico ufficiale.
L’analisi delle conversazioni presenti sui telefoni cellulari di alcuni soggetti coinvolti avrebbe inoltre consentito agli investigatori di raccogliere elementi relativi all’organizzazione e al coordinamento dei disordini.
Maxi operazione nazionale, 644 arresti e oltre 236mila giovani controllati
I risultati registrati a Bergamo rappresentano una parte della vasta attività condotta contemporaneamente dalle Questure italiane.
Su scala nazionale, la Polizia di Stato ha controllato 236.138 giovani, tra cui 23.060 minorenni, concentrando le verifiche soprattutto nelle aree di spaccio e nei luoghi della vita notturna.
Il bilancio complessivo comprende 644 arresti, di cui 575 maggiorenni e 69 minorenni.
Altre 1.695 persone sono state denunciate in stato di libertà, comprese 373 di età inferiore ai diciotto anni.
Le ipotesi di reato emerse durante l’operazione riguardano differenti ambiti della criminalità, tra cui rapine, furti, estorsioni, lesioni, risse, danneggiamenti, ricettazione, detenzione illegale di armi e traffico di sostanze stupefacenti.
Tra le condotte oggetto degli approfondimenti investigativi figurano anche episodi di tentato omicidio e altre forme di violenza contro la persona.
L’attività ha interessato numerose tipologie di luoghi, con controlli in 1.149 aree della movida, 177 stazioni ferroviarie, 198 parchi e 365 sale giochi.
Sono stati inoltre verificati 896 esercizi commerciali e 299 immobili, tra i quali 39 strutture destinate all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati.
Le verifiche hanno portato anche all’applicazione di 1.394 sanzioni amministrative, principalmente per violazioni del Codice della strada, delle disposizioni sui pubblici esercizi e della normativa relativa all’uso di sostanze stupefacenti.
Droga e armi, sequestri in tutta Italia
Il bilancio nazionale comprende quantitativi rilevanti di sostanze stupefacenti e numerosi oggetti offensivi.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati 69,4 chilogrammi di cocaina, 174,8 chilogrammi di cannabinoidi e oltre 328 grammi di eroina.
Sono state inoltre recuperate quantità minori di altre sostanze, tra cui ecstasy, ketamina, anfetamine, medicinali contenenti pregabalin e benzodiazepine.
Sul fronte delle armi, gli agenti hanno sequestrato 28 armi da fuoco e 210 armi bianche, oltre a ulteriori strumenti potenzialmente offensivi.
Tra gli oggetti recuperati figurano mazze da baseball, tirapugni, bastoni telescopici, spray urticanti, taglierini e strumenti utilizzabili per lo scasso.
Le attività hanno consentito anche di rinvenire beni ritenuti provento di furto, tra cui gioielli, telefoni cellulari, tablet e capi di abbigliamento.
È stato inoltre recuperato denaro contante per un importo complessivo di 269.863 euro.
A Foggia individuate strutture utilizzate per produrre crack
Tra gli interventi più significativi dell’operazione nazionale figurano quelli condotti nella provincia di Foggia.
Gli investigatori, anche grazie alle segnalazioni ricevute attraverso l’applicazione YouPol, hanno individuato alcune strutture utilizzate per la trasformazione artigianale della cocaina in crack.
Gli ambienti, indicati come crack house, sarebbero stati impiegati sia per la preparazione e commercializzazione di sostanze stupefacenti sia per consentirne il consumo.
Le verifiche hanno permesso di approfondire il funzionamento di questi luoghi e le attività illecite che vi sarebbero state svolte.
L’intervento conferma il ruolo delle segnalazioni dei cittadini nell’individuazione di situazioni sospette e nel supporto alle attività investigative.
Controlli destinati a proseguire nelle aree più sensibili
La maxi operazione coordinata dal Servizio Centrale Operativo si è sviluppata attraverso un insieme di attività investigative, controlli sul territorio, monitoraggio digitale e misure amministrative di prevenzione.
Nel Bergamasco, l’attenzione resterà concentrata sulle stazioni, sulle aree verdi, sulle piazze e sui principali luoghi di aggregazione giovanile, dove proseguiranno i servizi di vigilanza.
Le forze dell’ordine continueranno inoltre gli approfondimenti sui fenomeni di violenza e sulle condotte illecite che coinvolgono persone giovani, comprese quelle minorenni.
L’obiettivo delle attività annunciate è prevenire nuovi episodi criminali, individuare tempestivamente situazioni di rischio e rafforzare la sicurezza degli spazi pubblici.
I risultati dell’operazione nazionale evidenziano l’ampiezza dell’intervento, che ha coinvolto tutte le Questure italiane e ha portato a migliaia di verifiche, arresti, denunce e sequestri.
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