La situazione alla Stazione Autolinee di Bergamo torna al centro del dibattito politico. Dopo mesi di segnalazioni, lamentele e reportage – incluso un recente servizio televisivo nazionale – il consigliere comunale della Lega Alberto Ribolla ha depositato un’interrogazione formale chiedendo l’istituzione di una “zona rossa”, lo sgombero dei senzatetto presenti sotto la pensilina principale e un rafforzamento delle misure di pulizia e controllo.
Secondo Ribolla, l’area rappresenterebbe oggi un punto critico in termini di sicurezza urbana, aggravato dalla presenza di spacciatori e situazioni di degrado visibile, in una zona utilizzata quotidianamente da centinaia di studenti e utenti del trasporto pubblico. Il consigliere cita anche l’efficacia delle “zone rosse” già attivate dal prefetto in sei vie della città a inizio marzo, ritenendole un modello replicabile per la zona delle Autolinee.
Nel testo dell’interrogazione si sollecita l’Amministrazione a farsi portavoce presso la Prefettura per ampliare il perimetro delle aree a controllo rafforzato, ma anche a individuare soluzioni alternative e dignitose per i senzatetto, senza però tollerare l’occupazione stabile dello spazio pubblico. Ribolla chiede inoltre l’applicazione rigorosa del divieto di bivacco e una sanificazione dell’area, che finora – sostiene – sarebbe stata effettuata solo in occasione di eventi speciali.
La richiesta ha suscitato la replica dell’assessore alla Sicurezza, Giacomo Angeloni, che sulle pagine de L’Eco di Bergamo ha risposto sottolineando come, secondo il DDL Sicurezza, le stazioni siano già classificate come aree sensibili, e per questo già sottoposte a misure di controllo intensificato, rendendo superflua l’istituzione formale di una nuova “zona rossa”.
«Non neghiamo la situazione, ma stiamo già lavorando – ha spiegato Angeloni – con operatori sociali e pattuglie della polizia locale per presidiare l’area e offrire supporto alle persone vulnerabili presenti». L’assessore ha ribadito l’importanza di un intervento equilibrato, che non si limiti allo sgombero ma che valuti anche le ricadute sociali, soprattutto per persone in condizione di marginalità.
La questione della Stazione Autolinee non è nuova: studenti e famiglie avevano già inviato lettere alle autorità a inizio anno scolastico, chiedendo maggiore sicurezza. Più recentemente, anche le società di trasporto pubblico locale hanno espresso preoccupazione per le condizioni dell’area, invocando interventi strutturali.
Nel frattempo, la vicenda resta sotto osservazione anche da parte della Prefettura, che monitora l’efficacia delle misure già adottate in altre zone della città. La stazione delle Autolinee, tuttavia, resta uno snodo centrale e delicato, in cui si intrecciano problemi di ordine pubblico, disagio sociale e necessità di garantire la sicurezza a chi quotidianamente lo frequenta.
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