Finto brigadiere tenta una truffa da 9mila euro, ma il tassista la salva

La vittima, una donna residente a Loreto, stava per effettuare un bonifico su indicazione di un sedicente carabiniere: provvidenziale l'intervento dell'autista

carabinieri

Una truffa da 9mila euro è stata sventata grazie alla prontezza di un tassista, che ha intuito l’inganno mentre stava accompagnando la potenziale vittima in banca. È accaduto a Loreto, dove una donna si era convinta a effettuare un bonifico su richiesta telefonica di un fantomatico “brigadiere Paolucci”.

La scena si è svolta nei giorni scorsi: la donna, mentre si trovava a casa con la madre ultra90enne e la badante, ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è spacciato per carabiniere. Il truffatore, seguendo uno schema ormai collaudato, le ha riferito che era in corso un’indagine sul suo istituto bancario e che, per tutelare i propri risparmi, doveva trasferire urgentemente 9mila euro tramite bonifico.

La vittima, inizialmente convinta della veridicità della storia, ha chiamato un taxi per recarsi in banca. Ma non aveva fatto i conti con la lucidità del tassista. Appena salita in auto, la donna era ancora al telefono con il presunto brigadiere. L’autista, ascoltando frammenti della conversazione, ha subito intuito che qualcosa non andava. Con delicatezza, ha iniziato a fare domande e a mettere in guardia la passeggera.

Pochi minuti dopo, mentre si trovavano ancora in auto, la donna ha ricevuto una seconda telefonata, stavolta da un sedicente “funzionario della Procura”. Questo ulteriore dettaglio ha contribuito a farle aprire gli occhi: non si trattava di autorità, ma di truffatori organizzati.

A quel punto, la donna ha chiesto al tassista di tornare indietro e riportarla a casa, evitando così di cadere nella trappola. Non è chiaro se l’episodio sia stato poi formalmente denunciato alle forze dell’ordine, ma il pronto intervento del tassista ha impedito che il raggiro si trasformasse in un danno economico rilevante.

Sempre più frequenti i tentativi di truffa telefonica in città e provincia, con vittime spesso scelte tra persone anziane o particolarmente vulnerabili. In molti casi, i malviventi utilizzano nomi e ruoli fittizi legati a carabinieri, forze dell’ordine o enti istituzionali, riuscendo a manipolare emotivamente chi risponde al telefono.

L’episodio di Loreto mette in evidenza l’importanza dell’attenzione e del buon senso, anche da parte di chi, come in questo caso, svolge un lavoro a contatto quotidiano con il pubblico. Un gesto semplice ma tempestivo ha infatti permesso di sventare una truffa e proteggere una persona da un grave danno.

Redazione

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