Donna trovata morta sul Serio: autopsia inconcludente, disposti nuovi accertamenti

Il corpo rinvenuto ad Alzano Lombardo non presenta segni evidenti di violenza: la Procura apre un fascicolo per omicidio volontario

carabinieri

Resta avvolta nel mistero la morte della donna trovata senza vita domenica 6 aprilelungo il greto del fiume Serio, all’altezza del cavalcavia della Statale 671. Identificata come una cittadina marocchina del 1981, la donna aveva un vissuto complesso, secondo quanto riferito dagli inquirenti, che al momento preferiscono non divulgare ulteriori dettagli sull’identità.

L’autopsia, anticipata a lunedì 7 aprile all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, non ha chiarito le cause del decesso. Secondo quanto riferito dalla pm Giulia Angeleri, l’esame è stato «più complicato del previsto», richiedendo tre ore di analisi e lasciando ancora numerosi interrogativi aperti. “Ci prendiamo del tempo per raccogliere le idee”, ha dichiarato la magistrata all’uscita dalla camera mortuaria, senza sbilanciarsi sull’ipotesi di omicidio.

Sul corpo della 44enne non sono stati rilevati segni evidenti di violenza fatale, ma soltanto lividi ed escoriazioni non compatibili con un trauma mortale. Questo ha spinto gli investigatori a disporre nuovi esami tossicologici e istologici, per accertare la presenza di sostanze sospette o eventuali patologie pregresse.

Il cadavere è stato ritrovato in stato di parziale svestizione – la donna indossava solo la biancheria intima e una maglietta bianca – senza documenti né effetti personali. Né cellulare, né portafoglio, e soprattutto il corpo era asciutto, elemento che esclude il contatto con l’acqua e rafforza l’ipotesi che il cadavere sia stato trasportato in quel punto post mortem.

Le prime analisi indicano che il decesso risalirebbe ad almeno 48 ore prima del ritrovamento. Da qui, l’ipotesi che qualcuno possa aver abbandonato il corpo sul posto dopo la morte, un elemento che ha spinto la Procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario, scelta definita “tecnica” per permettere un’indagine a 360 gradi, senza escludere nessuna pista.

Il comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo ha confermato che l’autopsia non ha fornito risposte definitive, motivo per cui gli investigatori attendono gli esiti dei nuovi accertamenti nei prossimi giorni. Nel frattempo, prosegue l’analisi dei filmati delle videocamere presenti nei pressi della statale e l’ascolto di eventuali testimoni.

Il caso ha scosso la comunità locale, ancora sotto shock per l’episodio, e apre una serie di quesiti che al momento non trovano risposta: chi era la donna? Perché era lì, sola, senza alcun oggetto personale? E soprattutto, chi – se qualcuno – l’ha condotta in quel luogo? Le indagini proseguono in un clima di assoluta riservatezza.

Redazione

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