Un intervento eccezionale e unico nel suo genere ha avuto luogo all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove lo scorso agosto è stato effettuato l’unico trapianto multiviscerale in Italia nel 2024. Il paziente, Lucio Tiberi, 69enne dei Castelli Romani ed ex imprenditore edile, è stato sottoposto a una delicatissima operazione durata otto ore, durante la quale ha ricevuto fegato, intestino, stomaco, colon e pancreas.
A distanza di quasi un anno, l’intervento si conferma un successo. Tiberi ha finalmente lasciato l’ospedale e ha potuto fare ritorno a casa, dopo un lungo e complesso percorso clinico che ha richiesto mesi di ricovero e monitoraggi continui per scongiurare ogni possibile complicanza.
Il caso clinico aveva origine da una sindrome dell’intestino corto, che lo aveva costretto alla nutrizione artificiale e successivamente aveva causato una grave insufficienza epatica. In cura al Policlinico Gemelli di Roma, Tiberi è stato poi trasferito a Bergamo, unico centro italiano autorizzato a eseguire trapianti multiviscerali, interventi altamente specialistici e riservati a situazioni critiche, dove non esistono terapie alternative.
Il quadro clinico era estremamente delicato. Come spiegato dal dottor Domenico Pinelli, direttore della Chirurgia 3 – Trapianti addominali, una delle maggiori criticità era rappresentata dalla fase demolitiva, durante la quale il rischio di sanguinamento massivo è elevatissimo. A completare il team, la dottoressa Luisa Pasulo, responsabile dell’Unità di Epatogastroenterologia avanzata, ha seguito Tiberi per tutto il decorso post-operatorio, che ha incluso una degenza prolungata fino a dicembre, una pausa in occasione delle festività e un’ulteriore fase di osservazione terminata nei giorni scorsi.
Il trapianto multiviscerale è una procedura chirurgica estremamente rara e complessa, riservata a pazienti affetti da gravi patologie gastrointestinali per cui non è possibile procedere con altre terapie. Richiede un’equipe multidisciplinare, strutture specializzate e un’organizzazione perfetta, dall’individuazione del donatore compatibile al supporto psicologico e nutrizionale del paziente.
Il ritorno a casa di Lucio Tiberi rappresenta non solo un traguardo individuale, ma anche una testimonianza concreta dell’eccellenza medica italiana, in particolare dell’ospedale bergamasco, ormai punto di riferimento a livello nazionale per i trapianti addominali complessi.
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