Scuola, emergenza sostegno a Bergamo: coperto solo il 16% dei posti alle elementari

Drammatica carenza di docenti: oltre 800 cattedre vacanti tra infanzia e primaria, a rischio la continuità educativa per gli alunni con disabilità

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Solo 54 insegnanti su 333 posti disponibili: è questo il bilancio della “mini call veloce” per il sostegno nella scuola primaria nella provincia di Bergamo, che copre appena il 16,21% delle necessità. A lanciare l’allarme è la Cisl Scuola, che denuncia una situazione ancora più grave rispetto all’anno precedente, con centinaia di alunni con disabilità che rischiano di restare senza il necessario supporto.

Una procedura utile, ma del tutto insufficiente

La mini call veloce, pensata per permettere ai docenti di sostegno inseriti nella prima fascia delle GPS di accettare incarichi in province diverse da quella di iscrizione, non ha prodotto i risultati attesi. A Bergamo, 279 posti sono rimasti scoperti, mentre a livello nazionale, su 7.287 disponibilità, sono state effettuate solo 1.456 assunzioni, pari a meno del 20%.

Secondo Paola Manzullo, segretaria generale Cisl Scuola Bergamo, le criticità maggiori si registrano nella scuola primaria, mentre per infanzia e secondaria non vi erano disponibilità compatibili con la procedura. Una fotografia che evidenzia il fallimento strutturale nel reclutamento di personale specializzato e mette in luce l’urgenza di riforme sistemiche.

Un vuoto che colpisce direttamente gli studenti con disabilità

Dietro le cifre, ci sono migliaia di bambini e famiglie che fanno i conti con instabilità, cambi continui di insegnanti e discontinuità nei progetti educativi personalizzati. La Cisl evidenzia come la precarietà del personale di sostegno si traduca in precarietà didattica, minando la qualità dell’inclusione scolastica. «È inaccettabile» – afferma Manzullo a Bergamonews – «che ogni anno si riparta da zero».

I numeri del sostegno nella Bergamasca

Oltre alla scuola primaria, i posti scoperti per supplenze sono 111 nella scuola dell’infanzia, 353 nella secondaria di primo grado e 226 nella secondaria di secondo grado, a conferma di una carenza generalizzata. Anche le assunzioni a tempo determinato finalizzate al ruolo sono modeste: solo 15 docenti per la primaria, 2 per l’infanzia, 34 nella secondaria di primo grado e 27 nella secondaria di secondo grado.

Uno sguardo al futuro: formazione e stabilizzazione

Le speranze sono riposte nei percorsi di specializzazione avviati dall’Indire, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, ma non potranno offrire soluzioni nel breve termine. Il sindacato chiede politiche strutturali e stabili, con investimenti mirati per rafforzare il numero di docenti di sostegno specializzati e assunti a tempo indeterminato, evitando che il sostegno resti un ambito fragile e precario.

Una richiesta chiara alle istituzioni

La Cisl chiede al Ministero un piano nazionale di stabilizzazione, che parta dal riconoscimento dell’importanza strategica del sostegno. «Servono scelte politiche lungimiranti, che garantiscano qualità, continuità e dignità al lavoro degli insegnanti specializzati – conclude Manzullo – e che mettano davvero al centro il diritto allo studio degli alunni con disabilità».

Redazione

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