Hostess aggredita a Orio al Serio: Uiltrasporti accusa, “misure di sicurezza inadeguate”

Colpita al volto con una borraccia da una passeggera al check-in. Il sindacato: “Episodi non più eccezionali, serve un piano straordinario”

aeroporto

Violenza in aeroporto: un’aggressione in pieno check-in ha scosso il tardo pomeriggio di domenica 5 ottobre all’aeroporto di Orio al Serio. Una hostess di terra è stata colpita al volto da una passeggera con una borraccia in metallo, riportando ferite serie e uno stato di shock. Il fatto è avvenuto sotto gli occhi increduli delle decine di persone in attesa nella zona partenze.

Secondo quanto ricostruito, la cliente, già visibilmente nervosa, ha scavalcato i nastri di delimitazione delle file e ha scagliato l’oggetto in faccia alla lavoratrice senza apparente motivo, mentre quest’ultima tentava di comprenderne il disagio. L’impatto ha causato danni importanti ai denti e la necessità di cure ospedaliere immediate.

Non si tratta di un caso isolato. La zona check-in dell’aeroporto di Milano Bergamo è stata teatro di ripetuti episodi di violenza nei confronti del personale. Tra i precedenti segnalati: il lancio di un telefono cellulare contro un’operatrice e un episodio in cui una dipendente è stata tirata per i capelli.

Durissima la presa di posizione di Uiltrasporti Bergamo, che attraverso il segretario Ferruccio Fedeli ha chiesto interventi immediati e definitivi: “È l’ennesimo episodio che denunciamo da anni. Non si tratta più di eventi isolati, ma di rischi prevedibili che devono essere affrontati con urgenza – ha detto a Bergamonews -. La responsabilità del datore di lavoro è chiara: se accadono simili fatti, significa che le misure di prevenzione sono inadeguate”.

Il sindacato punta il dito contro BGY International Services e chiede un incontro urgente con la Direzione aziendale e SACBO Spa, la società di gestione dello scalo. L’obiettivo: definire un piano straordinario di sicurezza, a partire dal potenziamento del presidio di vigilanza, con particolare attenzione alle aree critiche come check-in e gate. “Servono strumenti reali e una volontà concreta di ascoltare le nostre proposte. Chi lavora a contatto con il pubblico non può essere lasciato solo”, ha aggiunto Fedeli.

Redazione

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