Una lavanderia pronta ma al buio
Da quasi dodici mesi l’insegna di LavaCity attende di accendersi. Le vetrine, decorate con i cartelli “Ci siamo quasi…” incollati più di dieci mesi fa, annunciano un’apertura che non arriva mai. Tutto, all’interno del locale di via Moroni, è perfettamente pronto: lavatrici installate, impianti a norma, locali puliti e arredi completati.
A mancare è solo un elemento essenziale: la corrente elettrica necessaria per far funzionare i macchinari. Javier Delgado, 31 anni, cubano residente a Pedrengo, è il titolare dell’attività che da novembre 2024 attende di poter aprire i battenti.
I ritardi di E-Distribuzione
Il problema, riferisce il focus di Bergamonews che ha interpellato le parti in causa, nasce con la richiesta di aumento della potenza elettrica, inoltrata lo scorso novembre. L’intervento, affidato a E-Distribuzione, avrebbe dovuto portare la fornitura dai 6 kilowatt del contratto precedente ai 50 kW richiesti per alimentare le lavatrici industriali, ciascuna delle quali consuma circa 12 kW.
Nonostante i contratti firmati e le autorizzazioni ricevute, i lavori non sono mai stati completati. “La situazione è ferma, e sembra che ci siano difficoltà con l’impresa incaricata – spiega Delgado –. Non ho mai avuto una data certa o una risposta concreta”.
Un investimento bloccato dalle spese infinite
Nel frattempo, le spese corrono. Javier ha già investito oltre 100 mila euro per l’avvio dell’attività e continua a sostenere affitto, bollette e costi generali. “Pago da mesi senza poter aprire. Non è solo una questione economica, ma anche di dignità – racconta –. Ho costruito un progetto utile per il quartiere, e molti residenti chiedono quando potranno finalmente usufruire del servizio”.
Il disagio è amplificato dal fatto che E-Distribuzione è l’unico fornitore disponibile in città, rendendo impossibile rivolgersi ad altre società. “Abbiamo inviato cinque Pec – precisa Javier – ma ogni volta ci viene risposto che la pratica è in corso. Gli operatori rispondono da Roma e non possono fissare appuntamenti locali”.
Il ricorso ad Arera e le verifiche
Dopo mesi di tentativi e promesse non mantenute, Delgado ha deciso di rivolgersi ad Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, avviando una procedura di conciliazione per il risarcimento dei danni subiti.
“Stanno calcolando il valore del danno economico legato alla mancata apertura – spiega –. Chiederò il rimborso dell’affitto e del mancato incasso. È frustrante scontrarsi con un muro di invisibilità e irresponsabilità”.
A seguito delle verifiche, E-Distribuzione ha confermato che l’impresa incaricata non ha eseguito i lavori nei tempi previsti, assicurando ora un impegno per “risolvere la problematica nel più breve tempo possibile”.
Una storia simbolo di burocrazia e inefficienza
La vicenda di Javier è diventata un caso emblematico delle difficoltà che molti piccoli imprenditori italiani affrontano. Tra procedure lente, rimpalli di responsabilità e mancanza di comunicazione, anche un’attività pronta da mesi può restare bloccata per un dettaglio tecnico.
Nel frattempo, l’insegna di LavaCity resta spenta, simbolo di un’attesa che dura da un anno e che, per ora, non ha ancora una data di fine.
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