A un mese dalla ripresa delle lezioni, la scuola bergamasca fa ancora i conti con cattedre scoperte e personale precario. Nonostante numerose convocazioni e scorrimenti delle graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), restano almeno venti posti vacanti da assegnare tra scuole superiori, primarie e dell’infanzia, in particolare per le materie più critiche: filosofia, matematica, scienze, lingue straniere e storia dell’arte.
Il dato più allarmante riguarda le scuole secondarie di secondo grado, dove non si riesce a reperire personale qualificato. Le Gps risultano in parte esaurite e, in molti casi, si è dovuti ricorrere agli “interpelli”, ovvero le chiamate dirette da parte delle scuole, aperte anche a candidati non inseriti in graduatoria. Da settembre a oggi sono già stati pubblicati 42 elenchi di interpelli, contenenti oltre 600 richieste di supplenti, a testimonianza del fabbisogno cronico di personale.
L’ultimo bollettino riporta ancora una dozzina di posti non coperti, spesso destinati a supplenti alla prima esperienza, in diversi casi non ancora abilitati. Complessivamente, tra Gps e interpelli, si contano ancora circa 20 cattedre vacantiin tutta la provincia.
Una situazione che riaccende il dibattito sulla stabilità del sistema scolastico. Nonostante le 2.179 immissioni in ruolo effettuate quest’anno in Bergamasca, la copertura dei posti resta incompleta. La nuova tornata di concorsi legata al Pnrr, attiva dal 10 ottobre (scadenza per le domande il 29 ottobre), ha messo a bando 5.200 posti in Lombardia, ma i sindacati segnalano tempi troppo ristretti e difficoltà nell’acquisire le abilitazioni necessarie, motivo per cui molti posti potrebbero restare comunque scoperti.
La mancanza di continuità didattica è una delle conseguenze più gravi, soprattutto per gli studenti che si trovano a cambiare insegnante più volte durante l’anno.
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