“Mi sento solo, non ce la faccio più”. Con queste parole un muratore kosovaro di 29 anni, residente a Mozzanica, si è presentato sabato pomeriggio 18 ottobre alla caserma dei carabinieri di Caravaggio, chiedendo di essere arrestato. L’uomo, identificato come L.K., si trovava agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dal luglio 2024, in seguito a un provvedimento del tribunale di Pistoia per maltrattamenti e tentata estorsione ai danni della moglie.
Come riporta Bergamonews, stanco dell’isolamento forzato, ha deciso di violare volontariamente la misura cautelare: è uscito di casa sapendo che il dispositivo avrebbe segnalato l’evasione e ha camminato fino alla stazione dei carabinieri in via Mazzini, dove ha suonato il campanello chiedendo di essere condotto in carcere. Gli agenti, che avevano già ricevuto la segnalazione della violazione, si sono trovati davanti l’uomo che li attendeva serenamente per farsi arrestare.
“È più di un anno che sono chiuso in casa, da solo. Mio cugino mi porta la spesa e mio fratello mi aiuta dalla Germania, ma non vedo mai nessuno. Non posso lavorare, non riesco a pagare l’affitto. Voglio andare in carcere”, ha raccontato il 29enne davanti al giudice durante l’udienza di convalida tenutasi lunedì mattina.
Il tribunale ha confermato l’arresto, ma non ha disposto una nuova misura cautelare: il giovane, dunque, è tornato ai domiciliari in attesa della decisione del gip di Pistoia, che dovrà valutare se inasprire la pena e trasferirlo nella casa circondariale di Bergamo, come lui stesso ha chiesto. Il processo per direttissima è stato rinviato al 25 marzo.
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