Colleoni 550. L’immagine del condottiero alla Carrara nell’anniversario della morte

Un anno di celebrazioni tra arte, storia e territorio per il 550° anniversario della morte di Bartolomeo Colleoni. L'esposizione alla pinacoteca dell'Accademia Carrara

Date, sedi e curatela: un anno per celebrare il condottiero

Dal 14 novembre al 9 novembre 2026, l’Accademia Carrara di Bergamo ospita la grande mostra Colleoni 550. L’immagine del condottiero, realizzata dal Luogo Pio della Pietà Istituto Bartolomeo Colleoni in collaborazione con il museo e curata da Nicolò Colleoni.
L’iniziativa nasce per celebrare i 550 anni dalla morte di Bartolomeo Colleoni (Solza 1395 –Malpaga 1475), uno dei protagonisti più illustri del Rinascimento lombardo, figura emblematica tra arte, strategia militare e mecenatismo.

Il percorso espositivo: quattro cicli per un mito che attraversa i secoli

La mostra ricostruisce la fortuna iconografica del condottiero attraverso quattro cicli tematici, dove dialogano ritratti, incisioni, miniature, medaglie, sculture e modelli provenienti da collezioni pubbliche e private.
L’obiettivo è raccontare come l’immagine del capitano di ventura sia stata costruita, celebrata e reinterpretata a partire dal XV secolo.

Al centro della narrazione emerge la duplice natura di Colleoni:

  • comandante militare dalla carriera straordinaria,

  • promotore culturale della Cappella Colleoni, capolavoro di Giovanni Antonio Amadeo, simbolo di potere e virtù umanistica.

Il capolavoro di Moroni al centro della mostra

Fulcro dell’allestimento, collocato in Sala 11, è il Ritratto di Bartolomeo Colleoni di Giovan Battista Moroni (1521/24–1579/80), proveniente dalla collezione della Fondazione Colleoni e concesso eccezionalmente in prestito alla Carrara.
Restaurato nel 2022 da Delfina Fagnani, il dipinto rappresenta un ritratto postumo “all’antica”, databile al 1566, probabilmente commissionato dalla Pietà Colleoni per il primo centenario della fondazione.

È considerato il ritratto ufficiale del condottiero, e nella mostra dialoga con opere chiave della tradizione figurativa colleonesca:

  • la miniatura di Giovan Pietro Birago dal manoscritto di Antonio Cornazzano (Biblioteca Angelo Mai),

  • la medaglia di Marco Guidizani della collezione Carrara,

  • incisioni di Martino Rota e Giacomo Cotta,

  • una fusione in bronzo patinato del Settecento, copia ridotta della celebre statua equestre del Verrocchio, restaurata per l’occasione da Franco Blumer.

Identità e memoria: l’imago colleonesca

Il percorso mette in evidenza come, già subito dopo la morte del condottiero nel 1475, si sia consolidata un’immagine celebrativa: un uomo maturo, vigoroso, nel pieno della sua forza, simile a come doveva apparire intorno ai settant’anni.
Un ritratto simbolico che richiama la data emblematica del 19 febbraio 1466, quando Colleoni sancì, nel Palazzo del Podestà, la donatio inter vivos che diede origine alla Magnifica Pietà Colleoni, atto fondativo del suo lascito alla città.

Museo e territorio: un itinerario diffuso

Colleoni 550 supera le sale museali e crea un itinerario esteso nel territorio bergamasco, coinvolgendo:

  • Cappella Colleoni, Città Alta

  • Castello di Malpaga

  • gli altri luoghi colleoneschi della provincia

  • l’Archivio di Stato di Bergamo, che ospiterà una mostra dedicata ai testamenti del condottiero

Un percorso che unisce arte, storia e memoria, riscoprendo la figura e l’eredità culturale di uno dei personaggi più iconici del Rinascimento italiano.

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