Proseguirà almeno fino al 15 febbraio 2026 il regime di “vigilanza rafforzata” nelle aree urbane di Bergamo ritenute più problematiche sul piano della sicurezza pubblica. Lo ha stabilito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al termine dell’ultima riunione convocata in Prefettura, su proposta del prefetto Luca Rotondi.
La decisione estende di altri tre mesi le cosiddette “zone rosse”, introdotte in forma sperimentale il 27 febbraio 2025, e già rinnovate in precedenti occasioni. La proroga riguarda in particolare due aree sensibili: la zona della stazione ferroviaria e il quartiere Malpensata.
Nel dettaglio, le vie interessate dal provvedimento sono:
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via Paglia, fino all’incrocio con via Paleocapa
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via Bonomelli e via Novelli, fino a piazzetta Don Spada
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via Mozart, via Leoncavallo e via Zanica, fino all’intersezione con via Luzzati
In queste strade continuerà a essere vietato stazionare a persone con comportamenti aggressivi, molesti o minacciosi, tali da compromettere la sicurezza e ostacolare la fruizione degli spazi pubblici da parte dei cittadini. Il provvedimento consente alle forze dell’ordine di allontanare i soggetti coinvolti e di intervenire con strumenti mirati contro forme di degrado urbano.
Secondo la relazione condivisa da Questura, comandi territoriali di Polizia locale e carabinieri, persistono situazioni di criticità non risolvibili con i soli strumenti ordinari. È stato quindi ritenuto necessario mantenere le misure straordinarie, come previsto dalla direttiva del Ministero dell’Interno del 17 dicembre 2024, firmata dal ministro Matteo Piantedosi, che ha introdotto la possibilità di attivare “zone a vigilanza rafforzata” in contesti urbani a rischio.
Bergamo, come molte altre città italiane – da Milano a Roma, fino a centri di dimensioni più contenute come Udine o Reggio Emilia – ha scelto di adottare questo strumento per contrastare situazioni di degrado, microcriminalità e insicurezza percepita.
Il prefetto Rotondi ha ribadito che l’obiettivo della misura è tutelare i residenti e migliorare la vivibilità urbana, garantendo un presidio più capillare e interventi tempestivi da parte delle forze dell’ordine. Le zone rosse, sottolinea la Prefettura, non rappresentano una criminalizzazione di intere aree cittadine, ma uno strumento operativo per garantire ordine e sicurezza pubblica, in presenza di situazioni concrete di rischio.
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