Bergamo, negozi con aria condizionata e porte aperte: il nodo dell’ordinanza ignorata

Tra obblighi comunali, pressioni delle grandi catene e consumi energetici in crescita, il divieto di dispersione dell’aria condizionata viene spesso disatteso nel centro città

vetrina negozio

Nel centro di Bergamo, con le temperature estive che superano i 30 gradi, si ripresenta ogni anno lo stesso scenario: negozi con aria condizionata accesa e porte d’ingresso spalancate. Una pratica che contrasta con un’ordinanza comunale già in vigore, che impone agli esercizi commerciali di mantenere le porte chiuse durante il funzionamento degli impianti di climatizzazione, salvo brevi aperture per il passaggio dei clienti.

Il provvedimento, introdotto per ridurre gli sprechi energetici, prevede anche sanzioni per chi non rispetta le regole. Tuttavia, soprattutto lungo le vie dello shopping come via XX Settembre, la norma viene applicata in modo disomogeneo. A rispettarla con maggiore costanza sarebbero i piccoli esercizi, mentre molte grandi catene commerciali continuerebbero a mantenere gli ingressi aperti.

Il tema è legato a un paradosso ormai evidente: l’aria fredda prodotta dai climatizzatori viene dispersa verso l’esterno, costringendo gli impianti a lavorare continuamente e aumentando così consumi ed emissioni. Un meccanismo che, oltre all’impatto ambientale, si riflette anche sui costi energetici delle attività.

Il Comune di Bergamo ha più volte rafforzato le disposizioni, chiarendo anche che l’obbligo di chiusura vale indipendentemente dall’uso di dispositivi come le cosiddette lame d’aria, spesso ritenute erroneamente una soluzione sufficiente. Secondo l’amministrazione, si tratta anzi di sistemi che possono contribuire ulteriormente al consumo energetico.

Sul fronte istituzionale, l’assessora alla Transizione ecologica sottolinea come la norma sia stata generalmente recepita dai commercianti locali, mentre permane una maggiore resistenza da parte delle catene strutturate. L’obiettivo dichiarato resta quello di aumentare la consapevolezza sul risparmio energetico e sulla riduzione degli sprechi.

Diversa la posizione delle associazioni di categoria, che evidenziano le criticità operative della misura. Secondo Confcommercio, la porta aperta rappresenta anche un elemento commerciale importante per l’attrattività dei negozi, soprattutto nei mesi estivi. Inoltre, molti esercizi sarebbero progettati per garantire il ricambio d’aria proprio attraverso l’ingresso.

Dall’altra parte, alcuni operatori del settore commerciale segnalano come la questione si intrecci anche con i costi sempre più elevati delle bollette energetiche.

Un sopralluogo nel centro cittadino evidenzia come la porta aperta sia una pratica diffusa soprattutto tra i marchi della grande distribuzione. In diversi punti vendita, secondo quanto riportato, la scelta non sarebbe autonoma dei singoli negozi, ma frutto di direttive aziendali che privilegiano la visibilità e l’accessibilità immediata.

Alcuni addetti alle vendite riferiscono inoltre che, nonostante siano state applicate sanzioni, la linea commerciale delle aziende non è cambiata. In altri casi si evidenzia la difficoltà di conciliare gli obblighi comunali con le strategie di marketing e con le caratteristiche strutturali degli spazi commerciali situati in edifici storici.

Il tema si inserisce in un quadro più ampio di criticità legate ai consumi energetici urbani. Negli ultimi anni Bergamo ha già sperimentato episodi di sovraccarico della rete elettrica durante le ondate di caldo, con conseguenti blackout che hanno evidenziato la fragilità del sistema nei periodi di massima richiesta.

Dopo tali episodi, l’amministrazione comunale ha ribadito l’importanza di un uso più responsabile dell’energia, includendo anche la corretta gestione dei climatizzatori nei negozi tra le buone pratiche da adottare. Nonostante ciò, la situazione nel centro città continua a mostrare un’applicazione non uniforme delle regole.

Il risultato è un quadro ancora irrisolto: da un lato le norme e gli obiettivi di sostenibilità, dall’altro le esigenze commerciali e operative delle attività. Nel mezzo, una pratica quotidiana che continua a generare sprechi energetici e dibattito pubblico.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

piatto gourmet
Dal 3 novembre al 3 dicembre 2026 torna l'iniziativa di RistorantiBergamo dedicata ai piatti simbolo...
giro d'Italia bici
Sabato 22 maggio la quattordicesima tappa attraverserà San Pellegrino Terme e altri comuni bergamaschi prima...
orto
Il Comune finanzia un progetto di agricoltura urbana con appezzamenti di circa 50 metri quadrati...
Imprese, Bergamo chiude il terzo trimestre 2026 con un saldo naturale positivo di 300 unità,...
Dal 6 al 21 novembre 2026 annunciati appuntamenti sindacali, assemblee e presìdi. Il 20 novembre...
manifestazione
Manifestazione davanti alla stazione ferroviaria contro le politiche del governo, il caro vita e le...

Altre notizie