Un’inchiesta della Procura di Bergamo accende i riflettori sulla gestione dei finanziamenti pubblici destinati al settore della formazione professionale in Lombardia. Sono 27 le persone indagate a vario titolo, mentre per due dei principali indagati il Gip ha disposto gli arresti domiciliari. Una terza persona è stata raggiunta da una misura interdittiva.
Al centro degli accertamenti c’è una rete composta da fondazioni, consorzi, cooperative e società che operano principalmente nel territorio lombardo e che avrebbero beneficiato in misura significativa di risorse pubbliche regionali.
Le ipotesi di reato formulate nell’ambito dell’inchiesta comprendono, a vario titolo, peculato, truffa ai danni dello Stato, falso in atto pubblico e bancarotta. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti.
Oltre 50 milioni di fondi pubblici tra il 2022 e il 2024
Uno degli elementi principali dell’indagine riguarda la quantità di risorse ricevute dagli enti finiti sotto la lente degli investigatori. Secondo la ricostruzione della Procura, nel triennio compreso tra il 2022 e il 2024 sarebbero stati erogati complessivamente oltre 50 milioni di euro di finanziamenti pubblici.
Le risorse erano destinate alle attività di formazione professionale. Gli inquirenti stanno però verificando la destinazione effettiva di una parte di queste somme e i rapporti economici intercorsi tra gli enti finanziati e alcune società.
L’ipotesi investigativa è che una quota del denaro pubblico sia stata trasferita verso società ritenute riconducibili ai principali soggetti coinvolti nell’inchiesta. I passaggi sarebbero avvenuti attraverso differenti operazioni finanziarie sulle quali si sono concentrati gli accertamenti della Guardia di Finanza.
Tra i meccanismi indicati dagli investigatori figurano movimentazioni di denaro, prestiti tra diversi soggetti e fatture relative a consulenze che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state inesistenti oppure avrebbero presentato importi superiori al valore effettivo delle prestazioni.
Il profitto contestato supera i 4 milioni
Le verifiche economiche rappresentano una parte centrale dell’attività investigativa. Il profitto complessivamente contestato fino a questo momento sarebbe superiore ai 4 milioni di euro, mentre parallelamente sono state adottate misure cautelari reali su denaro e altri beni.
Nei giorni scorsi è stato infatti disposto un sequestro per un importo di 3,09 milioni di euro. Gli accertamenti avrebbero finora consentito di sottoporre concretamente a sequestro liquidità, partecipazioni societarie e beni immobili per un valore stimato intorno ai 2,96 milioni di euro.
Le operazioni patrimoniali hanno quindi accompagnato le misure personali adottate nell’ambito dello stesso procedimento.
Domiciliari per Nembrini e Carminati
Il Gip di Bergamo Luca Bonifacio ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Daniele Nembrini e Luisa Carminati, coniugi bergamaschi da tempo attivi nell’ambito della formazione professionale. Tra le realtà del settore collegate alla loro attività viene indicata anche la Fondazione Ikaros.
Per una terza persona coinvolta nell’indagine è stata invece applicata l’interdizione temporanea dall’esercizio di incarichi direttivi all’interno di società e imprese.
Il quadro cautelare riguarda dunque soltanto alcuni dei 27 indagati e non costituisce un accertamento definitivo delle responsabilità. L’inchiesta dovrà proseguire attraverso gli ulteriori passaggi previsti dal procedimento penale.
Indagini affidate alla Guardia di Finanza
A coordinare l’attività investigativa è la Procura di Bergamo guidata da Maurizio Romanelli, mentre gli accertamenti sono condotti dalla Guardia di Finanza.
L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio i flussi finanziari tra gli enti che hanno ottenuto i finanziamenti e le società coinvolte, verificando la regolarità delle operazioni e la corrispondenza tra le somme pubbliche ricevute e le attività effettivamente realizzate.
Particolare attenzione viene riservata alle operazioni considerate dagli inquirenti potenzialmente funzionali a spostare risorse dagli enti finanziati verso altre società. Prestiti incrociati, consulenze e movimentazioni finanziarie sono quindi tra gli elementi oggetto degli approfondimenti investigativi.
La dimensione economica dell’inchiesta è rilevante sia per l’entità dei finanziamenti pubblici ricevuti nel triennio esaminato sia per il profitto attualmente contestato.
L’inchiesta resta nella fase preliminare
Le misure disposte dal giudice rappresentano un passaggio dell’indagine e non una conclusione del procedimento. Saranno i successivi sviluppi giudiziari a stabilire se le ipotesi formulate dalla Procura troveranno conferma.
Per tutte le 27 persone coinvolte vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. Allo stesso modo, le contestazioni economiche e le ricostruzioni relative alla gestione dei finanziamenti rappresentano, allo stato, le ipotesi sostenute dagli inquirenti.
L’indagine proseguirà quindi per chiarire la gestione delle risorse pubbliche destinate alla formazione professionale e verificare le responsabilità individuali nei diversi episodi contestati.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.