Bergamo si conferma tra le dieci città più sostenibili d’Italia, nonostante la perdita di tre posizioni nella classifica nazionale. A certificarlo è il rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, che assegna al capoluogo orobico il sesto posto su 106 città esaminate.
Il risultato arriva dopo il terzo posto conquistato nell’edizione precedente, quando Bergamo aveva registrato un importante miglioramento nella graduatoria.
A cambiare, tuttavia, è soprattutto la posizione rispetto agli altri capoluoghi italiani, mentre il punteggio complessivo rimane sostanzialmente stabile.
Nel 2026 Bergamo ottiene infatti il 71,45%, contro il 71,82% del 2025: una diminuzione di appena 0,37 punti percentuali.
Il capoluogo mantiene inoltre il secondo posto in Lombardia, preceduto soltanto da Mantova, che quest’anno conquista anche la prima posizione a livello nazionale.
Il rapporto evidenzia i progressi compiuti da diverse amministrazioni nella gestione ambientale, ma richiama l’attenzione su problemi ancora irrisolti, soprattutto per quanto riguarda la qualità dell’aria e il traffico automobilistico.
Ecosistema Urbano 2026, Bergamo resta nella top ten
La sesta posizione rappresenta un risultato significativo per Bergamo, che continua a distinguersi nel panorama nazionale delle politiche ambientali urbane.
La città perde tre posti rispetto al 2025, ma conserva un livello di valutazione molto vicino a quello dell’anno precedente.
La differenza tra i due punteggi è infatti limitata.
Nel rapporto 2025, Bergamo aveva ottenuto il 71,82%, conquistando il terzo gradino del podio.
Nella nuova edizione, il valore scende al 71,45%, senza però determinare un arretramento particolarmente marcato in termini assoluti.
La variazione della posizione in classifica dipende anche dai risultati conseguiti dagli altri capoluoghi.
La perdita di tre posizioni non corrisponde quindi a un peggioramento della stessa entità negli indicatori ambientali della città.
Il dato conferma una situazione complessivamente positiva, pur lasciando aperta la necessità di proseguire negli interventi per migliorare la sostenibilità urbana.
Dalla sedicesima posizione al podio: il percorso di Bergamo
Per comprendere il risultato del 2026 è utile osservare l’andamento delle ultime edizioni.
Nel rapporto precedente, Bergamo aveva compiuto un notevole avanzamento, passando dal sedicesimo al terzo posto nazionale.
Una crescita che aveva collocato il capoluogo orobico tra le realtà italiane più virtuose sul piano ambientale.
A contribuire a quel miglioramento erano stati soprattutto i risultati nella raccolta differenziata e lo sviluppo delle infrastrutture per la mobilità ciclabile.
L’edizione 2026 segna una parziale riduzione del vantaggio acquisito, ma non cancella il percorso degli ultimi anni.
Il sesto posto mantiene Bergamo all’interno del gruppo di testa della classifica.
La città continua quindi a occupare una posizione di rilievo tra i 106 capoluoghi analizzati da Legambiente.
Il confronto tra le diverse annualità mostra un quadro caratterizzato da progressi importanti, seguiti da una fase di sostanziale stabilità.
Le dieci città più sostenibili: Mantova davanti a tutti
La graduatoria 2026 vede una città lombarda conquistare il primato nazionale.
Mantova sale dal secondo al primo posto con un punteggio dell’81,29%, superando le altre realtà italiane esaminate.
Alle sue spalle si collocano Trento, Bolzano, Cremona e Reggio Emilia.
Bergamo occupa la sesta posizione, davanti a Parma.
Il distacco tra Bergamo e Reggio Emilia, che occupa il quinto posto, è di 0,95 punti percentuali.
Più ampio il divario rispetto a Mantova, prima classificata con un punteggio superiore di 9,84 punti.
La presenza di Mantova, Cremona e Bergamo nelle prime sei posizioni conferma il peso delle città lombarde nella parte alta della graduatoria.
Bergamo seconda in Lombardia, Milano al cinquantesimo posto
Il rapporto permette anche di confrontare i risultati dei principali capoluoghi lombardi.
Bergamo è la seconda città della regione per sostenibilità ambientale, preceduta soltanto da Mantova.
Cremona si colloca al quarto posto nazionale, mentre Brescia raggiunge la quindicesima posizione.
I dati evidenziano differenze significative tra i capoluoghi della stessa regione.
In particolare, Milano occupa il cinquantesimo posto, mentre Monza si trova in settantaquattresima posizione.
Il confronto mette in luce come le condizioni ambientali e le politiche urbane possano produrre risultati differenti anche all’interno di un territorio economicamente e infrastrutturalmente integrato come la Lombardia.
Come funziona la classifica Ecosistema Urbano 2026
Il rapporto di Legambiente valuta la sostenibilità ambientale delle città attraverso una serie di parametri.
L’edizione 2026 prende in considerazione venti indicatori, uno in più rispetto all’anno precedente.
Le aree analizzate comprendono la qualità dell’aria, la gestione dell’acqua, i rifiuti, la mobilità, l’ambiente urbano e l’energia.
L’obiettivo è costruire una valutazione complessiva delle condizioni ambientali e delle prestazioni dei capoluoghi.
Il punteggio finale sintetizza quindi diversi aspetti della vita urbana.
Non misura soltanto un singolo risultato, come la quantità di rifiuti differenziati o la disponibilità di piste ciclabili.
La classifica considera un insieme di fattori che contribuiscono alla sostenibilità delle città.
L’introduzione di un indicatore aggiuntivo rende inoltre opportuno interpretare con attenzione il confronto tra le diverse edizioni.
Le posizioni in graduatoria possono infatti risentire sia dell’evoluzione delle performance locali sia delle modifiche apportate al sistema di valutazione.
Raccolta differenziata e mobilità ciclabile tra i punti di forza
Tra gli aspetti che hanno contribuito al buon posizionamento di Bergamo figurano le politiche legate alla gestione dei rifiuti e alla mobilità sostenibile.
La raccolta differenziata è stata uno degli elementi che hanno favorito il forte avanzamento registrato nel 2025.
La capacità di separare e recuperare i materiali rappresenta un parametro importante nella valutazione ambientale delle città.
Un altro settore significativo riguarda le infrastrutture dedicate agli spostamenti in bicicletta.
Lo sviluppo della ciclabilità contribuisce a offrire alternative all’utilizzo dell’automobile privata.
Anche il trasporto pubblico rientra tra gli ambiti nei quali emergono risultati positivi nelle città meglio posizionate.
La disponibilità di servizi e infrastrutture per una mobilità meno dipendente dall’auto costituisce uno dei principali elementi considerati nella sostenibilità urbana.
Il mantenimento di Bergamo nella top ten indica che il capoluogo continua a ottenere un risultato complessivo competitivo rispetto alla maggior parte delle città italiane.
Qualità dell’aria e troppe automobili: le criticità da affrontare
Accanto ai risultati positivi, il rapporto richiama l’attenzione su alcune problematiche ambientali ancora rilevanti.
La qualità dell’aria resta uno dei principali punti critici, soprattutto nelle aree urbane caratterizzate da elevata densità di traffico.
Un’altra questione riguarda il numero di automobili presenti nelle città.
La forte dipendenza dai veicoli privati può incidere sulla congestione stradale, sulle emissioni e sull’utilizzo degli spazi pubblici.
Per migliorare la sostenibilità urbana, diventa quindi importante intervenire contemporaneamente su più fronti.
Il potenziamento del trasporto pubblico, la promozione degli spostamenti in bicicletta e una migliore organizzazione della mobilità possono contribuire a ridurre la pressione del traffico.
Il buon piazzamento in classifica non significa che tutte le criticità ambientali siano state superate.
Anche le città ai vertici della graduatoria devono continuare a confrontarsi con problemi strutturali che richiedono interventi di lungo periodo.
Legambiente Lombardia chiede una strategia regionale
Il rapporto Ecosistema Urbano 2026 è accompagnato da una riflessione sulle politiche ambientali dei capoluoghi lombardi.
Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, sottolinea la necessità di un cambiamento nell’approccio alla sostenibilità.
«Le città lombarde sono ancora troppo rivolte al passato», osserva.
La rappresentante dell’associazione ambientalista richiama l’importanza di una maggiore collaborazione tra le amministrazioni.
Secondo Legambiente, le iniziative locali dovrebbero inserirsi in un quadro di interventi coordinati su scala regionale.
L’obiettivo indicato è costruire una strategia condivisa per affrontare la crisi climatica, superando la frammentazione delle singole politiche comunali.
Il coordinamento tra enti potrebbe riguardare diversi ambiti, dalla mobilità alla gestione delle risorse, fino agli interventi per migliorare la qualità dell’ambiente urbano.
Il messaggio dell’associazione è rivolto quindi non soltanto ai capoluoghi meno virtuosi, ma all’intero sistema delle città lombarde.
Bergamo, la sfida è consolidare i risultati ambientali
Per Bergamo, il sesto posto nel rapporto 2026 rappresenta un risultato positivo, accompagnato dalla necessità di proseguire nel percorso di miglioramento.
Il punteggio del 71,45% conferma una sostanziale continuità rispetto al 71,82% registrato nel 2025.
La perdita di tre posizioni non modifica il fatto che il capoluogo rimanga tra i primi dieci in Italia.
Allo stesso tempo, la graduatoria mostra che altre città hanno ottenuto risultati sufficienti per precederlo.
Il confronto con Mantova, prima a livello nazionale, e con Cremona, quarta, evidenzia la presenza di realtà lombarde che hanno raggiunto punteggi superiori.
Per il capoluogo orobico, i prossimi obiettivi riguarderanno il consolidamento dei risultati nella gestione dei rifiuti e nella mobilità sostenibile, insieme al miglioramento degli aspetti ancora critici.
La qualità dell’aria e la riduzione della dipendenza dall’automobile restano temi centrali per il futuro ambientale delle città.
Il rapporto di Legambiente offre così un quadro nel quale Bergamo mantiene una posizione di eccellenza relativa, pur senza confermare il podio dell’anno precedente.
Dal terzo al sesto posto, con appena 0,37 punti percentuali in meno: la sostenibilità di Bergamo rimane competitiva, ma la sfida sarà trasformare la stabilità attuale in nuovi progressi.
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