Bergamo e le adozioni internazionali: la speranza in tempi difficili

Il declino nazionale e la tenacia di Bergamo

In Italia, il fenomeno delle adozioni internazionali ha subito un netto declino negli ultimi undici anni. Nel 2012, le famiglie italiane che inoltrarono richieste per adottare bambini stranieri furono 2.469, numero che è drasticamente calato a 564 nel 2022. Diverse cause sono all’origine di questo crollo: la crisi economica, la pandemia di Covid-19, l’instabilità politica in molti Paesi e i conflitti armati. Questo trend è comune non solo in Italia, ma anche in altre aree geografiche con alta incidenza di adozioni, come il resto d’Europa, gli Stati Uniti e il Canada.

Bergamo: un’eccezione

Tuttavia, Bergamo si distingue per un andamento diverso. L’associazione “Il Conventino Onlus”, punto di riferimento cittadino in materia di adozioni, ha registrato un trend stabile nonostante il contesto nazionale in declino. Nel periodo 2012-2014, la città ha registrato 14 richieste di adozione, numero quasi invariato negli ultimi tre anni con 13 richieste, nonostante il Covid-19 abbia paralizzato i processi nel 2020. Nel 2022, si sono contate 8 richieste, un numero mai raggiunto in undici anni in cui il picco erano stati i 5 nel 2014. Giovanni Danesi, coordinatore di “Il Conventino”, attribuisce questo fenomeno alla forte attitudine all’accoglienza delle coppie locali e alla loro volontà di occuparsi anche di affido, una misura temporanea che dialoga con l’adozione.

I bambini e le origini

Interessante è l’origine dei bambini adottati: la maggior parte proviene dal Sudamerica, dall’Africa e dal Sudest asiatico. Questo evidenzia l’impegno delle famiglie bergamasche nell’affrontare sfide come la diversità somatica e lo stigma del colore della pelle. Danesi sottolinea come le coppie locali siano pronte a supportare i bambini nell’elaborare questi aspetti, integrandoli in un contesto sociale che valorizza la diversità.

L’iter adottivo: complesso e dispendioso

Adottare un bambino dall’estero richiede un processo lungo e costoso. Sono necessari circa 3-4 anni, che includono un percorso attitudinale con i servizi sociali, un decreto del tribunale dei minori e, successivamente, viaggi e soggiorni nel Paese d’origine del bambino. Le spese totali possono ammontare a circa 15.000 euro. Danesi evidenzia che adottare un bambino significa accogliere individui con esperienze e relazioni già significative alle spalle, spesso con problematiche sanitarie e comportamentali. Le coppie devono quindi essere pronte ad accogliere queste sfide, spesso abbinando i propri desideri con le necessità dei bambini adottati.

La bellezza dell’adozione a Bergamo

Nonostante le sfide, le famiglie bergamasche mostrano un impegno e una resilienza notevoli nel campo delle adozioni internazionali. La capacità di queste famiglie di accogliere bambini con background complessi e di integrarli in un ambiente amorevole è un esempio luminoso di come la solidarietà e la compassione possano trionfare anche nei periodi più bui.

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