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Salute mentale in Lombardia: nuovi sforzi per un futuro migliore

Emi Bondi, direttore del dipartimento di Salute Mentale dell'Ospedale di Bergamo: "Stiamo producendo documenti che verranno sottoposti a commissioni, consiglio e giunta regionali per arrivare a un nuovo piano della salute mentale entro il 2023"

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proclamato che “la salute mentale è un diritto umano universale“, un’affermazione che sottolinea l’importanza di affrontare le sfide legate alla salute mentale in tutto il mondo. Mentre oggi si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, è evidente che il tema “Le nostre menti, i nostri diritti” richiede un’attenzione particolare. In Lombardia, il 2023 potrebbe segnare un punto di svolta nel trattamento della salute mentale. Il piano regionale per la salute mentale, datato al 2004, sarà rivisto alla luce delle nuove emergenze e dei bisogni emergenti, con il COVID-19 che ha amplificato le sfide legate ai disturbi psichiatrici e mentali.

La salute mentale è un diritto umano universale

Tra le proposte in discussione vi è la necessità di un maggiore coordinamento tra i servizi ospedalieri e quelli territoriali, l’utilizzo delle Case di Comunità come punto di primo contatto per individuare i disagi mentali, e il potenziamento delle cure domiciliari. Inoltre, è in programma l’integrazione delle squadre mediche e tecniche per la riabilitazione, la creazione di nuove strutture e reparti per la disintossicazione, e l’apertura di nuovi ambulatori per trattare i disturbi alimentari. Tuttavia, nonostante questi progressi e le proposte tecniche, la Lombardia si trova ancora di fronte a sfide strutturali ed endemiche, tra cui la carenza di personale e risorse spesso inadeguate per affrontare le esigenze crescenti. Nonostante queste sfide, vi è motivo di speranza, come sottolineato dalla psichiatria Emi Bondi, direttore del dipartimento di Salute Mentale dell’Asst “Papa Giovanni” di Bergamo e presidente nazionale della Società Italiana di Psichiatria.

Bondi afferma: “Stiamo producendo documenti che verranno sottoposti a commissioni, consiglio e giunta regionali per arrivare a un nuovo piano della salute mentale entro il 2023, ciò si tradurrà anche nella riorganizzazione dei servizi e negli investimenti di personale“. Nel tavolo regionale sono coinvolti anche professionisti del settore come Carlo Saffioti, Carlo Riglietta, Maria Simonetta Spada e Cesare Moro, tutti impegnati a migliorare l’assistenza per la salute mentale in Lombardia. Nonostante i progressi, rimangono sfide significative. Il consumo di sostanze tra i giovani è in aumento, con una precoce insorgenza di malattie psichiatriche, e la disponibilità di posti letto ospedalieri per acuti rimane un problema critico. La Lombardia è ancora al di sotto della media regionale per quanto riguarda i posti letto disponibili, e occorrono ulteriori fondi per affrontare efficacemente le esigenze in questo settore. Il 2023 potrebbe rappresentare un’opportunità importante per migliorare la salute mentale nella regione lombarda, ma è fondamentale affrontare queste sfide con una visione chiara e un impegno deciso per garantire che tutti abbiano accesso alle cure necessarie e che i diritti delle persone con disturbi mentali siano rispettati.

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