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Pizzo in riva all’Adda: banda in manette, c’è un giovane di Canonica

Una banda con ramificazioni in Albania sgominata anche grazie al coordinamento dell'Interpol: 5 giovani, di cui uno abitante a Canonica sulla sponda bergamasca, estorcevano il pizzo

Cinque giovani tra i 20 e i 23 anni sono stati posti sotto arresto in un’azione congiunta delle forze dell’ordine italiane e albanesi, segnando un successo significativo nella lotta contro il crimine organizzato che affligge la quiete pubblica di Cassano d’Adda e le sue zone limitrofe. A far scattare le manette, i Carabinieri della compagnia di Pioltello.

Pizzo e rapine: la banda dell’Adda

Una banda di giovani, per indagare sulla quale è intervenuta perfino l’Interpol, si è resa protagonista di un’ondata di terrore intorno alle rive del fiume che segna il confine tra le province di Milano e di Bergamo.  Specialità della casa, il “pizzo” richiesto a chiunque entrasse a Cassano. L’episodio più recente ha visto come vittima un diciassettenne di Vaprio d’Adda, sequestrato e costretto a consegnare mille euro sotto minaccia nonché derubato due volte in pochi giorni: la prima in un pub di Cassano e la seconda in una pizzeria di Vaprio.

Il sequestro per estorsione

Il sequestro del ragazzo di Vaprio ha rappresentato il culmine delle attività criminali della banda, che ha impiegato la violenza e l’intimidazione per imporre le sue richieste. La vittima ha inizialmente pagato una parte del denaro estortogli in due occasioni, il 9 e 11 agosto nelle circostanze sopra descritte, per poi trovare il coraggio di denunciare l’accaduto ai carabinieri, innescando un’indagine che ha coinvolto anche l’Interpol e le autorità albanesi.

La caduta di una banda transnazionale

I cinque arrestati, di cui quattro residenti a Cassano e uno a Canonica d’Adda, sono accusati di sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina in concorso. Le indagini hanno rivelato che questo metodo di intimidazione era già noto, ma non precedentemente denunciato per paura. Il lavoro investigativo ha portato al fermo di tre membri in Italia e alla cattura del quarto e del quinto elemento in Albania, dove si erano rifugiati per sfuggire alla giustizia.

La rete di polizia si stringe

Il caso ha messo in luce la capacità collaborativa tra le forze di polizia internazionali, con la polizia albanese che ha giocato un ruolo chiave nell’arresto di uno degli evasi. Questo successo è un chiaro messaggio che la giustizia può attraversare i confini per catturare coloro che tentano di sfuggirle, portando speranza nelle comunità locali e rafforzando il senso di sicurezza pubblica.

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